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10 luglio 2012

MALI: CRESCE IL FLUSSO VERSO LA MAURITANIA, STRAORDINARIAMENTE BASSO IL LIVELLO DEI FINANZIAMENTI

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Sei mesi fa cominciava la fuga di rifugiati dal Mali verso Mauritania, Niger e Burkina Faso. Oggi l'instabilità politica a Bamako e l'insicurezza nel nord del paese continuano a provocare un flusso di migliaia di persone verso i paesi limitrofi o verso altre aree dello stesso Mali. Da gennaio – secondo le stime – sarebbero oltre 365mila le persone fuggite. 
 
Il flusso più rilevante negli ultimi mesi si è verificato verso la Mauritania, dove nelle ultime 2 settimane di giugno sono arrivate 15mila  persone e dove da allora gli arrivi proseguono al ritmo di 200-500 al giorno. La maggior parte dei nuovi arrivati proviene dalla regione di Timbuktu. Il confronto armato tra gruppi islamisti e ribelli tuareg – riferiscono – è la principale ragione della loro fuga. 
 
Anche in Burkina Faso e Niger continuano ad arrivare rifugiati, seppur in quantità inferiori. La recente instabilità nel nord, in particolare nell'area di Gao – avvertono – potrebbe tradursi in nuovi arrivi nelle prossime settimane. 
 
In Mauritania, governo e UNHCR hanno trovato un accordo per aprire un nuovo campo nel quale accogliere i molti nuovi arrivi. Il campo sarà situato vicino al villaggio di Aghor, a 17 chilometri dal campo per rifugiai di Mbera, nel sud-ovest del paese, dove attualmente vivono quasi 90mila rifugiati. Negli anni '90 Aghor accolse migliaia di rifugiati maliani. 
 
Molte famiglie arrivate nei paesi limitrofi nelle ultime settimane hanno dichiarato di essere fuggite per una serie di ragioni tra cui la scarsità di cibo e acqua, la presenza di uomini armati che hanno occupato le loro terre e il timore di un intensificarsi degli scontri tra i vari gruppi armati attivi nel nord del Mali. 
 
Le operazioni a sostegno dei rifugiati maliani sono minacciate da un livello di finanziamenti straordinariamente basso. L'UNHCR ha infatti ricevuto solo 34,9 milioni di dollari USA dei 153 milioni richiesti, pari ad appena il 22,7%. Anche le agenzie partner Programma Alimentare Mondiale (PAM) e UNICEF registrano scarsi finanziamenti per le operazioni in favore dei rifugiati nella regione. 
 
L'UNHCR e le agenzie pertner sono strenuamente impegnati per garantire standard minimi umanitari ai rifugiati. In alcuni campi in Niger e Burkina Faso i rifugiati devono far fronte a una disponibilità d'acqua inferiore allo standard d'emergenza di 15 litri per persona al giorno. 
 
Secondo gli esperti in nutrizione e salute dell'UNHCR, la condizione nutrizionale della popolazione di rifugiati in tutti e 3 i paesi è attualmente da considerarsi soddisfacente e a un livello comparabile con quello delle comunità locali. Comunque, sia per la popolazione locale che per i rifugiati, sussiste la minaccia di un peggioramento della malnutrizione acuta nei prossimi mesi a causa della scarsità alimentare e della stagione delle piogge. 
 
In molti di questi campi la letale combinazione della stagione delle piogge e delle precarie condizioni sanitarie rischia di innescare un'insorgenza di colera e altre patologie. Casi di colera sono già stati registrati in un campo in Niger. Per migliorare le infrastrutture di base di questi campi sono necessari finanziamenti, in particolare per aumentare il  numero di servizi igienici e per migliorare la fornitura d'acqua. 
 
In tutti e tre i paesi la grande maggioranza dei rifugiati è costituita da donne e bambini, poiché molti uomini sono rimasti a casa per sorvegliare il bestiame. Secondo una recente operazione di registrazione effettuata in Niger, oltre il 60% dei rifugiati è composto da bambini e ragazzi con meno di 18 anni. La scarsità di finanziamenti sta avendo un pesante effetto anche sull'accesso all'istruzione da parte dei rifugiati in tutti e tre i paesi. In Mauritania il basso livello di finanziamenti si sta traducendo nel fatto che solo il 20% dei bambini e ragazzi in età scolare ha accesso all'istruzione. 
 
Sono diverse le sfide che la comunità umanitaria si trova ad affrontare per rispondere a questa complessa crisi. Le condizioni di sicurezza nell'intera regione restano difficili e ostacolano la fornitura di assistenza umanitaria, oltre a limitare le capacità di reazione degli stessi rifugiati, sfollati e comunità locali d'accoglienza. L'accesso ad alcuni campi in Burkina Faso e Niger si sta facendo sempre più problematico con l'avvento della stagione delle piogge e del conseguente deterioramento delle condizioni di alcune strade. In tutti e tre i paesi le aree nei quali arrivano i rifugiati sono remote e sottosviluppate, con servizi di base estremamente limitati. 
 
La maggioranza dei rifugiati in Niger e Burkina Faso si trova in campi ufficiali, ma altri si sono insediati in siti spontanei, presso famiglie o nei centri urbani. La comunità locale si trova in una situazione di fragilità poiché siccità e insicurezza colpiscono l'intera regione. 
 
Finora oltre 205mila persone sono fuggite dal Mali per trovare rifugio in Mauritania (89.390), Burkina Faso (65.009) e Niger (50.813). Si stima inoltre che almeno 160mila persone siano sfollate all'interno del Mali, soprattutto nelle regioni settentrionali. 



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