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1 settembre 2009
A Sa’ada city, nello Yemen del nord, la situazione peggiora di giorno in giorno e la crisi umanitaria si fa sempre più acuta. L'UNHCR è seriamente preoccupato per le sorti e le condizioni di salute della popolazione civile, bloccata all'interno della città a causa dei violenti combattimenti tra le forze di Al Houthi e le truppe governative, in corso da già da due settimane.
Ad oggi, sono state sfollate più di 35.000 persone da Sa'ada e dintorni e, dal 2004, gli scontri hanno generato circa 150.000 sfollati interni.
Secondo quanto riferito da coloro che sono riusciti a scappare dall’assedio e dagli operatori ONU sul posto, gli scontri si concentrerebbero nella parte più antica di Sa’ada city e la città sarebbe stata oggetto di numerosi attacchi aerei. Per tanto, molte persone stanno scappando verso altre zone di Sa’ada alla ricerca di un aiuto da vicini, amici e parenti, le cui magre scorte, tuttavia, sono quasi esaurite.
Intanto, è ancora in vigore un coprifuoco di 12 ore che limita i movimenti della popolazione locale e degli sfollati interni, in particolare durante la notte. Le scorte di alimenti stanno terminando e i prezzi al mercato nero sono drammaticamente aumentati in quasi tutti i distretti colpiti dai combattimenti.
Chi può pagare i trafficanti viene fatto scappare dalla città attraverso le montagne verso il vicino governatorato di Al Jawaf. L'Alto Commissariato, tuttavia, non ha ancora accesso a quella parte di Yemen dove, secondo le stime, avrebbero trovato rifugio almeno 4.000 sfollati.
A Sa’ada city e nei villaggi circostanti, i partner locali dell'UNHCR hanno registrato fino ad ora 2.200 famiglie di sfolllati. Tuttavia, il problema della sicurezza continua ad impedire la distribuzione di beni di prima necessità a 370 famiglie.
Con l’aggravarsi della situazione nella regione settentrionale, la priorità per l’UNHCR è aprire dei corridoi umanitari nello Yemen del nord per consentire alla popolazione civile di lasciare le zone di guerra e agli operatori umanitari di consegnare urgentemente gli aiuti umanitari.
Per far fronte a questa grave emergenza, l’Alto Commissariato per i Rifugiati necessita urgentemente di 5 milioni di dollari. Questi fondi consentirebbero di dare protezione e assistenza per i prossimi quattro mesi a circa 70.000 sfollati interni a Sa'ada ed in altri governatorati, come Malaheet, Hajjah e Amran.
L’UNHCR si appella alla generosità della comunità internazionale e, in particolare, del mondo musulmano, al fine di alleviare le sofferenze degli yemeniti costretti alla fuga dai combattimenti, in particolare durante il santo mese del Ramadan, periodo di solidarietà e condivisione.