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9 gennaio 2009

UNHCR, GARANTIRE ACCESSO ALLA PROTEZIONE A CHI ARRIVA VIA MARE

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I Ministri degli Interni di Cipro, Grecia, Italia e Malta si incontreranno a Roma martedì 13 gennaio per discutere il fenomeno degli arrivi via mare, alla vigilia del meeting informale dei Ministri della Giustizia e degli Interni dell’Unione Europea, che si terrà a Praga il 15 gennaio. In questo contesto l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) fa appello agli stati membri dell’UE affinché assicurino alle persone in cerca di asilo che arrivano via mare l’accesso al territorio e a procedure corrette nell’esame delle loro richieste.

Durante il 2008 si stima che su oltre 67.000 persone arrivate in Europa via mare, circa 36.000 siano sbarcate in Italia e 2.700 a Malta, la maggior parte attraverso la Libia. Di questi, una grande maggioranza ha fatto richiesta di asilo e più della metà ha ottenuto una forma di protezione. Date le limitate possibilità di entrare nell’Unione Europea attraverso vie legali, migliaia di persone, minacciate da persecuzioni e gravi violazioni dei diritti umani nei loro paesi d’origine, non hanno altra scelta che affrontare il rischioso viaggio via mare. Questo mette in risalto la necessità assoluta di garantire che gli accordi fra Stati e le misure di contrasto e di controllo delle aree di frontiera non chiudano l’accesso alla salvezza per coloro che  cercano protezione nell’Unione Europea.

Recentemente l’attenzione si è focalizzata sul gran numero di persone che sono sbarcate a Lampedusa. L’UNHCR apprezza gli sforzi effettuati dagli stati mediterranei per salvare le persone in pericolo in mare e riconosce inoltre che tali arrivi costituiscono un rilevante onere economico per le risorse dei paesi di approdo. Ciò nonostante ai richiedenti asilo deve essere permesso di sbarcare in un posto sicuro dove possano ricevere informazioni sui loro diritti e avere una reale opportunità di formulare una domanda di asilo che venga valutata in base ad una procedura equa. Rimandare indietro i rifugiati in paesi dove non possono ottenere un’effettiva protezione, potrebbe rappresentare una violazione degli obblighi internazionali presi dagli Stati di rispettare il principio del non-refoulement (non respingimento).

I dati disponibili mostrano che molti di coloro arrivati via mare nel 2008 provengono da Somalia ed Eritrea. In base alle stime preliminari per il 2008, circa il 75% delle persone arrivate in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e a circa il 50% di loro è stato riconosciuto lo status di rifugiato o un altro tipo di protezione. Quasi tutte le persone arrivate irregolarmente via mare a Malta hanno fatto richiesta di asilo e circa il 60% di loro sono state considerate bisognose di protezione internazionale. Questo dimostra che il Mar Mediterraneo è decisamente una “via dell’asilo” per molte persone che fuggono da violenze, guerre e persecuzioni.




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