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Esce “Il Volo” con il patrocinio dell’UNHCR
di Federico Fossi
ROMA, 19 marzo 2010 - A volte la realtà precede la fiction. Ed allora la propulsione creativa di quest’ultima si indebolisce. Anche se a raccontare la storia è un famoso regista come Wim Wenders. Ma Wenders è un uomo intelligente e sensibile e non esita a dare la precedenza alla realtà, quell’esperienza unica di accoglienza e integrazione che Riace offre a migranti, richiedenti asilo e rifugiati.
Il regista tedesco si era recato a Badolato nel settembre 2009 per girare ‘Il Volo’, un cortometraggio in 3D che racconta l’arrivo di un gruppo di immigrati, a bordo di un barcone, in un paese della costa calabrese ormai spopolato. Due mesi dopo Wenders aveva stravolto la sceneggiatura. L’incontro con alcuni bambini rifugiati giunti sul set come comparse da Riace colpisce il regista al punto di decidere di integrare la favola che stava raccontando con la realtà che si dispiegava proprio sotto i suoi occhi. Le storie di Elvis, Valentino e Dennis, tre fratelli rom provenienti della Serbia e specialmente di Ramadullah, 9 anni, fuggito dall’Afghanistan devastato dalla violenza, fanno rapidamente breccia nella sensibilità di Wenders.
“Mi resi conto che le loro storie mi interessavano molto di più della storia che stavo girando, e questi sono solo guai per un film-maker” racconta il regista. “Le persone che recitavano per noi avevano vissuto realmente quella dolorosa esperienza, arrivando in Italia o in Europa come immigrati, rifugiati, clandestini, illegali.” Ramadullah racconta a Wenders della città dove era andato a vivere, Riace, e delle tre ore di pullman che ci volevano ogni santa mattina per arrivare sul set. “Chiesi a Ramadullah se Riace gli piacesse – racconta il regista – moltissimo, lui rispose ma noi siamo venuti fin qui solo per te, adesso sei tu che devi venire da noi, a Riace, sennò non sei una persona seria. Un’avvertimento difficile da sopportare, soprattutto perché aveva ragione. Le persone sono sempre più importanti delle storie.”
Il risultato di questo cambio di rotta è un autentico ‘meta film’ di 32 minuti nel quale la fiction è incorporata nella realtà di Riace, un vero e proprio “laboratorio sociale” come il Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ama definire la peculiare esperienza di questo paese della Locride che si avviava a scomparire. I suoi abitanti, ed in particolare i più giovani, erano dovuti emigrare al nord, ma anche in Argentina, Canada, Australia. “Abbiamo case per 2000 abitanti e siamo 350. Tutti sono emigrati, sono tutti vecchi, non ci sono piccoli.” Recita Ben Gazzara, sindaco del paese nella frazione di fiction de ‘Il Volo’.
Ed infatti, insieme al piccolo Ramadullah, il vero protagonista de ‘Il Volo’ è Domenico Lucano, il coraggioso sindaco di Riace. Dieci anni fa 250 curdi approdarono sulla spiaggia di Riace. “Quest’episodio ha segnato il futuro di una comunità, di un paese che stava scomparendo.” Racconta ne ‘Il Volo’ Lucano. Dal 1998 gli immigrati hanno continuato ad arrivare e l’associazione ‘Città Futura’ ha dato loro le case che erano state abbandonate dai cittadini di Riace negli anni 60. Domenico Lucano ha iniziato a considerare gli immigrati non come un problema quanto piuttosto come un’opportunità, una risorsa. “I curdi poi sono andati verso la Germania, ma avevano lasciato il segno e questi sono diventati luoghi di accoglienza. Qualche anno dopo arrivano persone dell’Eritrea, dell’Etiopia, dell’Afghanistan, i bambini fanno in modo che si possono riaprire le scuole.” Oggi un cittadino su sette non è italiano. “Il contributo che abbiamo dato in questi anni, è un contributo non solo a Riace, ma ad una speranza di un’altra umanità.” Afferma con orgoglio il sindaco Lucano.
“Bravo Mimmo – commenta il regista – ecco perché Riace insieme a Caulonia e altri comuni partecipa con il suo modello ad un progetto incoraggiato e sostenuto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).” L’UNHCR ha voluto dare il patrocinio a ‘Il Volo’ perchè ritiene che sia un’eccezionale strumento di sensibilizzazione che mette in evidenza un modello di convivenza civile basato sullo scambio e l’interesse reciproco, sia dei rifugiati che delle comunità locali.
Il più recente tassello del mosaico di convivenza che Riace ci offre è rappresentato dall’arrivo, fra novembre e gennaio, di 178 palestinesi iracheni che per circa due anni hanno vissuto nella terra di nessuno tra l’Iraq e Siria, nel campo di Al Tanf.
“Ma perché li dovremmo respingere? – Wenders si pone un’ultima, cruciale domanda – un piccolo paese della costa calabra ha trovato una soluzione migliore e ha lanciato un messaggio di generosità e di umanità forse al mondo intero.”
‘Il Volo’ verrà proiettato questa sera in anteprima a Roma alla presenza del regista, Wim Wenders e del Rappresentante dell’UNHCR per il sud Europa, Laurens Jolles.