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8 giugno 2010

CHIARIMENTI SUL RITARDO NELL’OPERAZIONE DI SOCCORSO A LARGO DI MALTA

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione sul ritardo verificatosi nell’operazione di ricerca e soccorso che ha avuto luogo tra domenica e lunedì nel Mediterraneo. L’imbarcazione trasportava oltre 20 persone, la maggior parte eritree.

Le richieste di soccorso sono state ricevute domenica sera anche dall’UNHCR e inoltrate alle autorità marittime maltesi ed italiane. Non è chiaro quale dei due paesi fosse responsabile per le operazioni di salvataggio nel momento in cui sono giunte le prime richieste di soccorso. Secondo le informazioni dell’UNHCR l’imbarcazione sarebbe stata soccorsa solo nella tarda giornata di lunedì e da navi libiche.

Nonostante l’imbarcazione si trovasse nell’area di Ricerca e Soccorso (SAR) di competenza maltese o comunque nei suoi pressi - a sole 40 miglia nautiche dall’Italia - ci sono volute circa 24 ore per portare a termine il salvataggio. Malta e l’Italia hanno fatto affidamento sulle navi libiche per le operazioni di soccorso nella zona SAR maltese invece di intervenire e portare il gruppo verso il porto sicuro più vicino. A bordo c’erano anche tre donne e un bambino di 8 anni. Secondo le ultime notizie, tutti i passeggeri sono stati riportati in Libia, dove era iniziato il loro viaggio.

A Malta e in Italia la maggior parte degli eritrei ottiene una forma di protezione. L’UNHCR teme che queste persone non potranno avere la stessa garanzia in Libia, paese che non è firmatario della Convenzione del 1951 e non possiede un sistema nazionale di asilo.




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