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Consulta le considerazioni UNHCR riguardanti la protezione delle persone in fuga dalla Libia.
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©UNHCR/B. Bannon
Il protrarsi del conflitto e le cattive condizioni del tempo non fanno che aggravare ulteriormente la già difficile situazione umanitaria. Sono pochi i rifugiati che oltrepassano il confine per entrare in Kenya - riferiscono gli operatori dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) di base nella città sud-occidentale di Dobley. Questo rallentamento si deve principalmente alle strade rese impraticabili dalle piogge e al timore di essere coinvolti nel conflitto.
Saranno protezione internazionale e apolidia i temi al centro del meeting internazionale che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) presiederà i prossimi 7 e 8 dicembre a Ginevra. Si tratta del colonna portante politica e diplomatica di un anno che ha visto una serie di devastanti crisi internazionali di migrazioni forzate, oltre che di un’importante impulso da parte dell’Agenzia per contrastare l’apolidia, un problema che colpisce ben 12 milioni di persone in tutto il mondo. Prima di quest’occasione solo una volta l’UNHCR - nei suoi 60 anni di vita - aveva convocato un meeting di tale livello.
©UNHCR
Una dichiarazione congiunta per velocizzare il perseguimento di soluzioni per le 74.000 persone che vivono ancora da rifugiati dopo la crisi del 1991-95 in quest’area dell’Europa. Questo il risultato dell’incontro di ieri a Belgrado tra i ministri degli esteri di Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Croazia e Serbia.
Sono migliaia gli sfollati e i rifugiati somali colpiti dalle forti piogge e dalle inondazioni che hanno investito aree della Somalia, del Kenya e dell’Etiopia.
©UNHCR/G.Dubourthoumieu
Riparte oggi - dopo una sospensione di 4 anni - il programma di rimpatrio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per i rifugiati angolani che si trovano nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Sono 252 le persone che faranno ritorno in Angola dalla città congolese di Kimpese, 220 chilometri a ovest della capitale Kinshasa.
UNHCR/ S.Schulman
UNHCR/P.Rulashe
UNHCR/J.Tanner
A partire da domenica prossima le istanze dei cittadini di paesi terzi che arriveranno dalla Libia alla frontiera egiziana di Saloum non saranno più prese in esame per il reinsediamento da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Le persone che già si trovano a Saloum non saranno interessate da questo provvedimento e il lavoro per cercare soluzioni per la loro situazione proseguirà, anche attraverso il reinsediamento di coloro che saranno riconosciuti rifugiati. Ma le istanze di coloro che arriveranno dopo la giornata di domenica e che chiederanno di essere reinsediati non saranno più prese in considerazione.
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