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Sono oltre 8.000 i civili riversatisi nella neonata repubblica del Sud Sudan per sfuggire ai combattimenti in corso nello stato del Kordofan meridionale, nel vicino Sudan. Si tratta principalmente di rifugiati provenienti dalla regione di Nuba Mountains, nel Sudan centrale.
UNHCR/A.Needham
In certe aree della Somalia la situazione della sicurezza può dirsi in leggero miglioramento. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accresce la propria presenza nelle regioni di frontiera del paese e nella capitale Mogadiscio. Nella giornata di ieri un team dell’UNHCR ha effettuato una missione a Liboi (Kenya) e Dobley (regione di Lower Juba, Somalia) - il principale punto di transito sulla rotta che conduce ai campi per rifugiati di Dadaab - per concludere gli accordi che consentiranno all’Agenzia di aprire un ufficio a Dobley.
UNHCR/T.Gudeta
A una settimana dall’inizio dei combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi e membri del Movimento Popolare di Liberazione del Sudan (Nord), la precaria situazione della sicurezza nello stato sudanese di Blue Nile continua a spingere la popolazione civile a lasciare le proprie case e cercare rifugio in Etiopia.
UNHCR/L.Padoan
Sono i bambini le vittime principali della crisi di rifugiati che ha investito il Corno d’Africa. Questo indicano gli ultimi dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Etiopia. Secondo le più recenti informazioni demografiche raccolte dall’Agenzia sui cittadini somali affluiti in Etiopia infatti bambini e ragazzi con meno di 18 anni costituiscono il gruppo più numeroso all’interno della popolazione di rifugiati: circa l’80% dei 121.000 rifugiati ospitati nei quattro campi della regione sud-occidentale di Dollo Ado.
UNHCR/T.Gudeta
Sono ormai circa 20.000 le persone arrivate - dalla fine della scorsa settimana - nella regione di Assosa, in Etiopia occidentale, in fuga dai combattimenti nello stato frontaliero sudanese di Blue Nile. È quanto riferisce un team di valutazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) rientrato ieri da Assosa, dove continuavano ad affluire altri rifugiati.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è sempre più preoccupato per l’aggravarsi delle condizioni di salute dei somali giunti recentemente in Etiopia. Nel campo di Kobe, nell’area di Dollo Ado, gli screening medici dei nuovi arrivati rivelano che il 19% dei bambini soffre di malnutrizione acuta e severa. Nel vicino Hilaweyn, il tasso di malnutrizione è del 16%, mentre nel Melkadida e nel Bokolmanyo è del 10% e 7% rispettivamente. Il livello di malnutrizione di cui l’UNHCR ha riferito nel mese di luglio è ancora particolarmente critico e ciò costituisce un rischio grave per i bambini al di sotto dei cinque anni. L’UNHCR considera un dato allarmante un tasso di malnutrizione al di sopra dell’1 per cento.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres è in visita per tre giorni nel Corno d’Africa come segno di solidarietà nei confronti degli sfollati somali durante la festività di Eid il-Fitr.
Oggi è il 50esimo anniversario della Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961. Tuttavia solo 38 Stati - dei 193 membri delle Nazioni Unite - hanno aderito a questo trattato. Sono ancora milioni in tutto il mondo le persone che continuano a soffrire le conseguenze di non avere una cittadinanza. Inoltre in un’epoca di crescente mobilità lavorativa, per molte persone - per i bambini in particolare - cresce il rischio di perdere la propria cittadinanza.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres è in visita per tre giorni nel Corno d’Africa come segno di solidarietà nei confronti degli sfollati somali durante la festività di Eid il-Fitr.
UNHCR/F. Kasina
In Etiopia l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha dispiegato un team di operatori d’emergenza nell’area di Gode, circa 250 chilometri a nord dei campi per rifugiati dell’area di Dollo Ado. In coordinamento con le autorità etiopiche, con le agenzie dell’ONU e le organizzazioni non governative, l’UNHCR è impegnato nel tentativo di rispondere a un nuovo flusso di rifugiati provenienti dalla Somalia, composto – secondo le stime – da 18.000 persone. Del team dell’Agenzia fanno parte esperti nei settori salute, nutrizione, protezione, coordinamento delle operazioni sul terreno e registrazione.
5 Dicembre 2008 CONFERENZA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI: MOVIMENTI FORZATI DELLA POPOLAZIONE E RISPOSTA UMANITARIA LEGGI
9 Gennaio 2009 UNHCR, GARANTIRE ACCESSO ALLA PROTEZIONE A CHI ARRIVA VIA MARE LEGGI
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11 Novembre 2008 AFRICA OCCIDENTALE: CONFERENZA SULLA PROTEZIONE DEI RIFUGIATI E SULLE MIGRAZIONI INTERNAZIONALI LEGGI