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È prevista per la prossima settimana la visita dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres in Sudan. Si tratterà della seconda visita dell’Alto Commissario nel paese dopo quella dell’agosto del 2005. Guterres arriverà lunedì a Khartoum, dove incontrerà alti funzionari di governo, il team delle agenzie delle Nazioni Unite nel paese, il Vice Rappresentante Speciale del Segretario Generale e il Coordinatore ONU locale.
Ieri l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha avviato la distribuzione di aiuti umanitari a migliaia di sfollati interni che si trovano ad Afgooye, città somala 30 chilometri a ovest di Mogadiscio. Nel frattempo l’Agenzia ha appreso che a Mogadiscio sono ripresi i combattimenti e che ieri pomeriggio un’esplosione sulla strada principale che collega Afgooye alla capitale ha di fatto isolato la cittadina.
Avrà inizio domani a Ginevra la conferenza internazionale sulle conseguenze umanitarie della crisi irachena promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
Sono finora più di 450 i rappresentanti di almeno 60 paesi, 37 organizzazioni intergovernative e 64 organizzazioni non governative che hanno confermato la propria partecipazione alla conferenza internazionale sulle conseguenze umanitarie della crisi irachena promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
Nella giornata di ieri l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha cominciato a trasportare, su camion, 28 tonnellate di beni di prima necessità portati in Somalia con due voli per essere distribuiti a più di 20mila sfollati interni. Gli aiuti sono giunti questa settimana a Baidoa, 230 chilometri a nord-ovest di Mogadiscio, dai depositi di emergenza dell’UNHCR a Dubai negli Emirati Arabi Uniti. I camion stanno attualmente trasportando i beni ad Afgooye - 30 chilometri a ovest di Mogadiscio - dove si trovano almeno 18mila sfollati fuggiti dai recenti combattimenti nella capitale.
In base a quanto riferito dai superstiti, da funzionari yemeniti e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), almeno 34 persone sono annegate durante la traversata del golfo di Aden, costrette dai trafficanti a gettarsi in mare nelle profonde acque al largo della costa yemenita.
In base alle informazioni disponibili, a partire dall’inizio di febbraio quasi 100mila persone hanno lasciato la capitale somala Mogadiscio, 47mila dei quali solamente nelle ultime due settimane. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) - che ha elaborato queste cifre sulla base di informazioni raccolte da una rete di monitoraggio di organizzazioni non governative locali - prevede che i numeri cresceranno ulteriormente, nonostante nella giornata di ieri sia stata registrata una pausa negli scontri. Durante il fine settimana, i combattimenti tra forze del Governo Federale di Transizione, ribelli e milizie locali sono stati intensi.
Questa settimana l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres è in visita in Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, dopo aver trascorso il fine settimana a Baghdad per incontrare alti funzionari governativi nell’ambito dell’impegno mirato ad accrescere il sostegno umanitario in favore delle milioni di persone sradicare dal conflitto in Iraq.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è impegnato, in collaborazione con i propri partner, per far fronte a un nuovo esodo in Ciad sud-orientale a seguito di un attacco mortale avvenuto la mattina di sabato scorso nei villaggi di Tiero e Marena, circa 45 chilometri a est di Koukou. L’UNHCR non è ancora in grado di determinare quante persone siano state costrette alla fuga, ma in base ai primi rapporti, almeno 2mila persone sarebbero arrivate nel campo di rifugiati di Goz Amir, vicino a Koukou. Il campo accoglie più di 19mila rifugiati sudanesi provenienti dalla vicina ragione del Darfur.
Un elevato numero di cittadini afghani non registrati si sta recando nei centri per il rimpatrio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Pakistan chiedendo assistenza per il ritorno a casa. Complessivamente il mese scorso sono rimpatriate 58.956 persone e ogni giorno molti altri raggiungono i centri dell’UNHCR.
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