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Proseguono in Somalia centrale e meridionale le operazioni di distribuzione degli aiuti d’emergenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), solo in questa settimana in favore di circa 30.000 sfollati. Dall’inizio di luglio sono 180.000 le persone assistite dai team di operatori dell’Agenzia. Il programma prevede di raggiungere altri 180.000 sfollati entro la fine di agosto.
UNHCR/L.Padoan
Ha raggiunto livelli allarmanti il tasso di decessi tra i nuovi arrivati in uno dei campi per rifugiati che compongono il complesso di Dollo Ado in Etiopia. È quanto risulta da una valutazione sulla mortalità effettuata nel campo di Kobe, dove dalla sua apertura in giugno è stata registrata - in media ogni giorno - la morte di 10 bambini con meno di 5 anni. La malnutrizione resta la principale causa dell’alta mortalità, ma l’insorgenza di sospetto morbillo sta aggravando il problema. Nei siti del complesso di Dollo Ado, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha appreso di 150 casi di sospetto morbillo e 11 decessi connessi all’insorgenza.
Sono quasi 2.000 le persone arrivate lo scorso fine settimana sull’isola di Lampedusa dalla Libia e dalla Tunisia. La maggior parte di loro - circa 1.800 - è salpata da Janzour, 12 chilometri a ovest della capitale libica Tripoli, dopo aver atteso per oltre una settimana che il mare fosse calmo per poter partire. Tra loro vi erano circa 200 donne e 30 bambini.
UNHCR/B.Bannon
Kenya: Nel paese continuano ad arrivare ingenti quantità di persone in fuga dalla siccità, dalla carestia e dal conflitto in Somalia. Nei mesi di giugno e luglio a Dadaab sono arrivati oltre 70.000 rifugiati somali. La popolazione complessiva dei campi è così salita a quota 440.000. E ogni giorno continuano ad arrivare circa 1.500 persone.
Etiopia: Per contrastare la recente insorgenza di sospetto morbillo nei campi per rifugiati, ieri nel campo di Kobe - nell’area di Dollo Ado, nel sud-est del paese - è stata avviata l’immunizzazione di circa 18.000 bambini rifugiati.
Somalia: È atterrato ieri all’aeroporto internazionale di Mogadiscio - alle 9 ora locale - il secondo dei tre voli del ponte aereo umanitario organizzato dall’UNHCR. A bordo del cargo 32 tonnellate di aiuti che saranno distribuiti nell’area della capitale.
UNHCR/L. Padoan
L’operazione di trasferimento dei rifugiati somali dal sovraffollato centro di transito nella città di Dollo Ado, in Etiopia, al nuovo campo di Hilaweyn è giunta ieri al suo quarto giorno. Dall’avvio del programma, il 5 agosto, sono stati dislocati circa 4.000 rifugiati. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) - che si occupa dell’aspetto logistico - trasferisce circa 1.000 rifugiati ogni giorno e conta di concludere l’operazione entro due settimane.
UNHCR
GINEVRA - È atterrato oggi nella capitale somala Mogadiscio, il primo dei tre voli del ponte aereo d’emergenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Si tratta del primo ponte aereo effettuato a Mogadiscio dall’UNHCR Somalia da cinque anni a questa parte.
UNHCR/L.Padoan
In collaborazione con il Governo dell’Etiopia e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha avviato questa mattina l’operazione di trasferimento di quasi 15.000 rifugiati somali che vivono nell’affollato centro di transito di Dollo Ado in Etiopia. I rifugiati saranno condotti nel nuovo campo di Hilaweyn, il quarto presente nell’area. L’OIM conta di trasferire nel nuovo campo 1.000 rifugiati ogni giorno, cercando di portare a termine l’operazione in due settimane.
UNHCR/B.Bannon
E’ appena terminata una missione di cinque settimane dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) a Mogadiscio dove stanno sorgendo accampamenti improvvisati di sfollati, spinti verso la capitale dalla carestia e dalla siccità ed in cerca di assistenza. L’UNHCR si sta preparando a fornire assistenza umanitaria ad almeno 180mila persone a Mogadiscio e nella parte centro meridionale entro la fine del mese. Allo stesso tempo la capacità di consegnare vitali aiuti umanitari è ostacolata dai combattimenti nella capitale somala.
UNHCR/R.Gangale
La protezione dei civili nella capitale somala Mogadiscio rappresenta la principale preoccupazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) a seguito dei nuovi combattimenti - ieri - tra forze filogovernative e oppositori. L’offensiva dei pro-governo sui mercati di Bakara e Balcad - i principali del cuore commerciale cittadino - ha aumentato i rischi per i cittadini della capitale e per i circa 100.000 sfollati che si stima vi siano affluiti negli ultimi mesi, in fuga dalla siccità e dalla carestia che imperversano nelle regioni vicine.
© UNHCR
Sono quasi 40.000 i somali che nell’ultimo mese - costretti alla fuga da siccità e carestia - si sono riversati a Mogadiscio in cerca di cibo, acqua e assistenza. È quanto dicono le cifre dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Altri 30.000 si sono invece fermati in insediamenti a 50 chilometri dal centro della capitale. Complessivamente negli ultimi due mesi la città ha visto arrivare fino a 100.000 sfollati. E la cifra è destinata ad aumentare con i nuovi arrivi, in media 1.000 al giorno nel mese di luglio.
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