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UNHCR/T.Gudeta
Sono ormai circa 20.000 le persone arrivate - dalla fine della scorsa settimana - nella regione di Assosa, in Etiopia occidentale, in fuga dai combattimenti nello stato frontaliero sudanese di Blue Nile. È quanto riferisce un team di valutazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) rientrato ieri da Assosa, dove continuavano ad affluire altri rifugiati.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è sempre più preoccupato per l’aggravarsi delle condizioni di salute dei somali giunti recentemente in Etiopia. Nel campo di Kobe, nell’area di Dollo Ado, gli screening medici dei nuovi arrivati rivelano che il 19% dei bambini soffre di malnutrizione acuta e severa. Nel vicino Hilaweyn, il tasso di malnutrizione è del 16%, mentre nel Melkadida e nel Bokolmanyo è del 10% e 7% rispettivamente. Il livello di malnutrizione di cui l’UNHCR ha riferito nel mese di luglio è ancora particolarmente critico e ciò costituisce un rischio grave per i bambini al di sotto dei cinque anni. L’UNHCR considera un dato allarmante un tasso di malnutrizione al di sopra dell’1 per cento.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres è in visita per tre giorni nel Corno d’Africa come segno di solidarietà nei confronti degli sfollati somali durante la festività di Eid il-Fitr.
Oggi è il 50esimo anniversario della Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961. Tuttavia solo 38 Stati - dei 193 membri delle Nazioni Unite - hanno aderito a questo trattato. Sono ancora milioni in tutto il mondo le persone che continuano a soffrire le conseguenze di non avere una cittadinanza. Inoltre in un’epoca di crescente mobilità lavorativa, per molte persone - per i bambini in particolare - cresce il rischio di perdere la propria cittadinanza.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres è in visita per tre giorni nel Corno d’Africa come segno di solidarietà nei confronti degli sfollati somali durante la festività di Eid il-Fitr.
UNHCR/F. Kasina
In Etiopia l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha dispiegato un team di operatori d’emergenza nell’area di Gode, circa 250 chilometri a nord dei campi per rifugiati dell’area di Dollo Ado. In coordinamento con le autorità etiopiche, con le agenzie dell’ONU e le organizzazioni non governative, l’UNHCR è impegnato nel tentativo di rispondere a un nuovo flusso di rifugiati provenienti dalla Somalia, composto – secondo le stime – da 18.000 persone. Del team dell’Agenzia fanno parte esperti nei settori salute, nutrizione, protezione, coordinamento delle operazioni sul terreno e registrazione.
Proseguono in Somalia centrale e meridionale le operazioni di distribuzione degli aiuti d’emergenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), solo in questa settimana in favore di circa 30.000 sfollati. Dall’inizio di luglio sono 180.000 le persone assistite dai team di operatori dell’Agenzia. Il programma prevede di raggiungere altri 180.000 sfollati entro la fine di agosto.
UNHCR/L.Padoan
Ha raggiunto livelli allarmanti il tasso di decessi tra i nuovi arrivati in uno dei campi per rifugiati che compongono il complesso di Dollo Ado in Etiopia. È quanto risulta da una valutazione sulla mortalità effettuata nel campo di Kobe, dove dalla sua apertura in giugno è stata registrata - in media ogni giorno - la morte di 10 bambini con meno di 5 anni. La malnutrizione resta la principale causa dell’alta mortalità, ma l’insorgenza di sospetto morbillo sta aggravando il problema. Nei siti del complesso di Dollo Ado, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha appreso di 150 casi di sospetto morbillo e 11 decessi connessi all’insorgenza.
Sono quasi 2.000 le persone arrivate lo scorso fine settimana sull’isola di Lampedusa dalla Libia e dalla Tunisia. La maggior parte di loro - circa 1.800 - è salpata da Janzour, 12 chilometri a ovest della capitale libica Tripoli, dopo aver atteso per oltre una settimana che il mare fosse calmo per poter partire. Tra loro vi erano circa 200 donne e 30 bambini.
UNHCR/B.Bannon
Kenya: Nel paese continuano ad arrivare ingenti quantità di persone in fuga dalla siccità, dalla carestia e dal conflitto in Somalia. Nei mesi di giugno e luglio a Dadaab sono arrivati oltre 70.000 rifugiati somali. La popolazione complessiva dei campi è così salita a quota 440.000. E ogni giorno continuano ad arrivare circa 1.500 persone.
Etiopia: Per contrastare la recente insorgenza di sospetto morbillo nei campi per rifugiati, ieri nel campo di Kobe - nell’area di Dollo Ado, nel sud-est del paese - è stata avviata l’immunizzazione di circa 18.000 bambini rifugiati.
Somalia: È atterrato ieri all’aeroporto internazionale di Mogadiscio - alle 9 ora locale - il secondo dei tre voli del ponte aereo umanitario organizzato dall’UNHCR. A bordo del cargo 32 tonnellate di aiuti che saranno distribuiti nell’area della capitale.
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