Way to Escape

Scopri i rischi che affronta un rifugiato in fuga. Partecipa a Way to Escape!

Progetto Asylon

Il vino a sostegno dei rifugiati. Scarica la brochure

Buone prassi Praesidium

Clicca qui per scaricare la racolta di buone prassi relative al progetto Praesidium

Sostieni i RIFUGIATI diventa un ANGELO

Con una piccola donazione mensile, contribuisci a sostenere progetti di emergenza o di sviluppo dell'UNHCR. 

Posizione UNHCR Libia

Consulta le considerazioni UNHCR riguardanti la protezione delle persone in fuga dalla Libia.

Popoli in fuga

Il blog di Laura Boldrini, portavoce dell'UNHCR, su repubblica.it

Rapporto annuale 2010

Scarica il rapporto 2010 in formato PDF

Sei in: Notizie / Aggiornamenti / Mondo

SOMALIA: CORSA CONTRO IL TEMPO PER ASSISTERE LE PERSONE IN FUGA

Share |


La protezione dei civili nella capitale somala Mogadiscio rappresenta la principale preoccupazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) a seguito dei nuovi combattimenti - ieri - tra forze filogovernative e oppositori. L’offensiva dei pro-governo sui mercati di Bakara e Balcad - i principali del cuore commerciale cittadino - ha aumentato i rischi per i cittadini della capitale e per i circa 100.000 sfollati che si stima vi siano affluiti negli ultimi mesi, in fuga dalla siccità e dalla carestia che imperversano nelle regioni vicine. 

Con l’esplosione degli scontri nel distretto di Wardhiglleey - a metà mattina - gli operatori UNHCR di base a Mogadiscio sono dovuti restare nel quartier generale. Negli ultimi mesi molti abitanti avevano già lasciato l’area per i precedenti duri combattimenti. 

A Badbado, uno dei più popolosi insediamenti di sfollati di Mogadiscio, a 9 chilometri dal centro, l’UNHCR ha effettuato una valutazione delle condizioni di protezione. Nei prossimi giorni, in collaborazione con altre agenzie, saranno svolte valutazioni in altri 10 insediamenti.  

Intanto continua ad aumentare il numero di somali che lasciano dal paese in fuga da guerra, siccità e carestia. Quest’anno più di 75.000 si sono riversati nei campi nell’area di Dollo Ado in Etiopia e 114.000 nel complesso di campi per rifugiati vicino alla città di Dadaab in Kenya. Cifre che comprendono anche coloro che devono ancora essere registrati. Il flusso continua al ritmo di 240 arrivi al giorno a Dollo Ado e 1.300 a Dadaab. Un ulteriore impulso all’esodo lo daranno i nuovi scontri di Mogadiscio.

A Dollo Ado continuano ad arrivare rifugiati indeboliti e sofferenti per la fame e il lungo viaggio a piedi dai loro villaggi, soprattutto nelle regioni di Bay, Bakool e Gedo nel sud della Somalia. Southern Bakool è una delle regioni della Somalia in cui è stato dichiarato lo stato di carestia. Un bambino su tre tra quelli che arrivano a Dollo Ado dalla Somalia è malnutrito. 

L’UNHCR e le agenzie partner lavorano a pieno ritmo per cercare di completare al più presto Hilaweyn, il quarto campo per rifugiati dell’area. Ospiterà 14.000 persone che al momento attendono di essere trasferite dal sovraffollato centro di transito di Dollo Ado. Precondizione fondamentale per l’apertura è l’impianto dei sistemi di fornitura d’acqua e igienico-sanitari. Oxfam UK, l’agenzia incaricata del compito, conta di garantire acqua per 3.000 persone a partire dal 1° agosto e un’ulteriore fornitura per 10.000 persone per la fine della prossima settimana. Sono in corso anche i lavori di escavazione delle latrine, altro requisito necessario per il trasferimento dei rifugiati nel campo. Altre agenzie partner sono impegnate nell’allestimento delle strutture mediche e nello sviluppo dei programmi sulla nutrizione. 

Perché a Dollo Ado la malnutrizione continua a costituire motivo di seria preoccupazione. Tra i nuovi arrivati il tasso di malnutrizione acuta grave raggiunge il 30%. A causa della grave situazione all’interno della Somalia, la malnutrizione colpisce anche un gran numero di ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni e non solo i bambini con meno di 5 anni, la fascia generalmente più interessata dal problema. L’80% dei nuovi arrivati ha meno di 18 anni e necessita di uno screening medico che consenta di inserirli in programmi di alimentazione adeguati. 

L’UNHCR e le agenzie partner hanno approntato un’energica risposta d’emergenza in tutti i campi e stanno identificando le persone bisognose di immediata assistenza nutrizionale e medica. La stessa popolazione del campo viene monitorata attraverso uno screening porta-a-porta dei bambini malnutriti, che vengono inviati ai programmi di nutrizione. Prosegue poi lo screening da parte di MSF Spagna al centro d’accoglienza e di transito. Un servizio di alimentazione supplementare gestito da Save the Children USA garantisce attualmente due razioni giornaliere di porridge ad alto contenuto nutritivo a oltre 1.500 bambini del centro di transito. A queste attività si aggiungeranno azioni di promozione dell’igiene e d’informazione per far sì che le famiglie di rifugiati siano a conoscenza dei servizi sanitari esistenti e che chiedano tempestivamente assistenza medica. 

Hanno preso la decisione di andar via quando è morto l’ultimo loro animale. E quindi la loro ultima fonte di reddito o di cibo. Questo è ciò che sempre più spesso raccontano i nuovi arrivati, il cui numero è in aumento. 

Nel complesso di campi per rifugiati di Dadaab in Kenya, prosegue l’attività di trasferimento dei rifugiati che si erano accampati ai margini del campo di Ifo. Vengono trasportati in un nuovo sito chiamato Ifo Extension, che per la fine di novembre potrà alloggiare in tende 90.000 rifugiati. Sistemi di fornitura d’acqua e servizi igienici sono già attivi e al momento ne beneficiano 734 famiglie (3.207 persone) che si sono già spostate nel sito. 

Ifo Extension è il risultato del consolidamento di due insediamenti precedenti conosciuti come Ifo 2 e Ifo 3. Sono in via di completamento una clinica, tre scuole e quattro pozzi che serviranno l’intero campo. Le oltre 100 case già pronte saranno assegnate alle famiglie di rifugiati più vulnerabili. 

Oxfam ha poi installato tre cisterne da 10.000 litri ognuna per le riserve d’acqua, mentre dalla sua postazione situata ai margini del campo di Ifo, MSF Spagna fornisce servizi medici di base e sta progettando altre tre centri medici all’interno di Ifo Extension. 

In un altro sito - conosciuto come Kambioos, vicino al campo di Hagadera - sono stati avviati lavori di predisposizione del terreno. Saranno demarcati lotti ed erette tende per ospitare 90.000 persone. Per la fine di novembre quindi 180.000 saranno state trasferite a Ifo Extension e Kambioos. 

Con il ponte aereo dell’UNHCR sono state trasportate a Dadaab migliaia di tende, che tuttavia non sono sufficienti a soddisfare le necessità di una popolazione di rifugiati in continuo aumento. Per fornire alloggi d’emergenza servono 45.000 tende. Dall’inizio dell’anno a Dadaab sono arrivati circa 114.000 rifugiati somali, dei quali 30.000 si trovano ai margini dei campi in attesa di essere registrati.

 



Dona online

Restaci vicino! Iscriviti alla e-newsletter




autorizzazione al trattamento dei dati
 
  RSS