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SOMALIA: APRE IL QUARTO CAMPO PER RIFUGIATI IN ETIOPIA, A DADAAB AUMENTANO GLI ARRIVI

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05 agosto 2011



In collaborazione con il Governo dell’Etiopia e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha avviato questa mattina l’operazione di trasferimento di quasi 15.000 rifugiati somali che vivono nell’affollato centro di transito di Dollo Ado in Etiopia. I rifugiati saranno condotti nel nuovo campo di Hilaweyn, il quarto presente nell’area. L’OIM conta di trasferire nel nuovo campo 1.000 rifugiati ogni giorno, cercando di portare a termine l’operazione in due settimane. 

L’agenzia partner nel settore medico, MSF, effettuerà lo screening sanitario dei rifugiati al momento della partenza dal centro di transito, in modo da garantire un’appropriata assistenza ai malati. Nei campi di Dollo Ado si registra la rapida diffusione di sospetto morbillo. Sono già diversi i casi sospetti nel centro di transito e negli altri campi dell’area. Giovedì scorso gli operatori di Community Health attivi nel campo di Kobe hanno registrato la morte di 25 persone nel campo, che conta 25.000 persone. Si sospetta che la metà di questi decessi sia dovuta a morbillo. La priorità attuale è quindi quella di rafforzare la sorveglianza per individuare i nuovi casi e inviarli presso le strutture sanitarie. È inoltre in programma una vaccinazione contro il morbillo per tutti i bambini di età inferiore ai 15 anni. 

Le attività di preparazione per l’apertura del nuovo campo di Hilaweyn comprendono il trasporto di acqua potabile per 10.000 persone da parte di Oxfam (UK) e l’allestimento di un impianto per la depurazione dell’acqua nei pressi del campo. MSF Paesi Bassi continua nel suo lavoro di preparazione di una clinica. L’UNHCR ha già eretto oltre 550 tende che possono ospitare fino a 2.500 persone. Per sostenere il ritmo dei trasferimenti dal centro di transito, ogni giorno devono essere allestite fino a 200 tende per famiglie. 

A partire da domenica prossima l’UNHCR e il governo effettueranno una missione di valutazione congiunta Nazioni Unite/organizzazioni non governative della durata di una settimana a Morodile, una località di frontiera nell’area di Gode, nel sud-est dell’Etiopia, dove nelle ultime settimane sono affluiti circa 2.000 somali. Morodile si trova a circa 150 chilometri dalla città di Gode, a sud-est della capitale Addis Abeba. I somali provengono principalmente dai distretti di Wajid e Hudur, nelle regioni somale di Bay e Bakool. In queste aree - secondo l’organizzazione non governativa Merlin attiva nella regione e nell’assistenza ai somali - la situazione è disperata. L’assistenza umanitaria è estremamente urgente, in particolare perchè la popolazione locale etiopica - anch’essa colpita dalla siccità - sta dividendo le proprie scarse risorse con i nuovi arrivati. Il team di valutazione individuerà le necessità sia della popolazione locale che dei somali e le possibili soluzioni per questo gruppo relativamente isolato. 

In Kenya nei primi quattro giorni di agosto il numero di rifugiati somali che ogni giorno arriva nei tre campi dell’area di Dadaab è aumentato fino a una media di quasi 1.500, dai 1.300 del mese di luglio.

Finora quest’anno a Dadaab sono arrivati circa 116.000 rifugiati somali. Circa 76.000 di loro sono arrivati negli ultimi due mesi. Al loro arrivo nei centri d’accoglienza che si trovano in ognuno dei campi, tutti i rifugiati ricevono dagli operatori del Programma Alimentare Mondiale (PAM) una razione di cibo per 21 giorni, teli di plastica, utensili per cucinare, taniche per l’acqua, coperte, materassi e sapone. 

Dal 6 giugno il Dipartimento per i rifugiati (Department of Refugee Affairs, DRA) del Governo del Kenya ha registrato oltre 41.000 rifugiati e rilasciato loro tessere per ricevere gli aiuti. 

I rifugiati che si sono stabiliti ai margini di uno dei campi, in aree non adatte per essere abitate, sono attualmente in corso di trasferimento verso il nuovo sito di Ifo Extension. Sono oltre 12.000 i rifugiati trasferiti negli ultimi 11 giorni nelle tende del sito. Per la fine di novembre l’UNHCR conta di trasferire 180.000 rifugiati a Ifo Extension e in un altro sito al momento in allestimento. 

È previsto poi per l’inizio della prossima settimana l’avvio del ponte aereo dell’UNHCR sulla Somalia - il primo da oltre cinque anni. Il primo dei tre voli in programma dovrebbe atterrare lunedì 8 agosto nell’aeroporto internazionale di Mogadiscio. L’aereo Ilyushin IL-62 noleggiato dall’Agenzia trasporterà oltre 31 tonnellate di materiale per gli alloggi e altri aiuti prelevati dai depositi di Dubai, destinati agli sfollati somali che vivono nella capitale. Secondo le stime dell’Agenzia sono circa 100.000 i somali che nei soli ultimi due mesi - spinti da siccità e carestia - si sono riversati nell’area di Mogadiscio in cerca di cibo, acqua, alloggio e altro genere di assistenza. 

Dal punto di vista dei finanziamenti, l’UNHCR considera incoraggiante la risposta iniziale dei governi e dei donatori privati al proprio appello d’emergenza. Resta tuttavia critica la scarsità di fondi a disposizione per le operazioni d’emergenza dell’UNHCR in Somalia, Kenya, Etiopia e Gibuti. Se non saranno rapidamente messi a disposizione nuovi finanziamenti, questa scarsità non potrà che avere un impatto negativo sull’assistenza umanitaria d’emergenza per decine di migliaia di rifugiati e sfollati somali. 

Per fornire protezione e soddisfare le necessità d’emergenza derivanti dalla crisi di rifugiati nel Corno d’Africa fino alla fine dell’anno, l’UNHCR ha richiesto oltre 144 milioni di dollari USA. Finora l’Agenzia ha ricevuto contributi o stanziamenti per circa 65 milioni di dollari. Con tale cifra è possibile coprire meno del 45% delle necessità finora individuate. Pertanto l’UNHCR esorta i paesi donatori, le aziende e i privati cittadini ad agire urgentemente, contribuendo così a colmare il gap nei finanziamenti. 

 

 




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