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09 settembre 2011
A una settimana dall’inizio dei combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi e membri del Movimento Popolare di Liberazione del Sudan (Nord), la precaria situazione della sicurezza nello stato sudanese di Blue Nile continua a spingere la popolazione civile a lasciare le proprie case e cercare rifugio in Etiopia.
A seguito delle notizie di nuovi scontri sul lato sudanese di Kurmuk, martedì 4.000 persone hanno attraversato la frontiera per recarsi sul lato etiopico occidentale. Si tratta della cifra più alta in un singolo giorno. Il gruppo era per la maggior parte composto da donne e bambini, 200 dei quali arrivati separati dalle proprie famiglie o non accompagnati. Molti hanno portato con sé bestiame e altre proprietà personali, nel timore di un’escalation dei combattimenti che avrebbe impedito loro di tornare a casa in tempi brevi.
Sono circa 20.000 - secondo le stime - i sudanesi che la scorsa settimana hanno cercato rifugio in Etiopia. Molti dei rifugiati che si sono insediati lungo le aree di frontiera e che inizialmente erano riluttanti a spostarsi nel campo per rifugiati di Sherkole adesso invece preferiscono trasferirsi. Finora l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha rilocato 3.500 rifugiati nel sito, che si trova circa 80 chilometri a sud del confine.
Nonostante la difficile situazione della sicurezza, molti rifugiati vogliono comunque restare vicino al confine in modo da poter tornare rapidamente a casa - non appena le condizioni lo consentiranno - per curare il raccolto e badare al bestiame. Altri invece - prima di decidere di trasferirsi in un campo - sperano di potersi riunire ai propri famigliari dai quali hanno dovuto separarsi durante la fuga.
Proseguono le operazioni di assistenza da parte dell’UNHCR, in collaborazione con il governo, le organizzazioni non governative e altre organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il Programma Alimentare Mondiale (PAM) e l’UNICEF, che forniscono il proprio contributo nei vari settori di competenza, il PAM ha avviato la distribuzione di razioni alimentari per circa 9.000 rifugiati nei centri d’accoglienza alla frontiera di Kurmuk, Bamza, Gizen e Teibe.
Al campo di Sherkole i nuovi arrivati ricevono pasti caldi forniti dall’Amministrazione dell’Etiopia per gli affari relativi a rifugiati e rifugiati di ritorno (Administration for Refugees and Returnees Affaire, ARRA). L’UNHCR inoltre collabora con le agenzie partner per espandere i servizi di fornitura d’acqua nel campo, necessari con l’aumento della popolazione. Mentre si scavano nuovi pozzi e si ripristinano quelli in disuso, vengono utilizzate due cisterne. Prima dell’attuale crisi il campo di Sherkole ospitava 4.000 rifugiati sudanesi fuggiti durante la guerra civile nel proprio paese tra nord e sud. Per accogliere numeri sempre crescenti di rifugiati sono inoltre in corso i lavori per l’allestimento di un nuovo campo a Tongo, vicino a Sherkole.
L’Etiopia occidentale attualmente è interessata da piogge e clima freddo. L’UNHCR ha quindi mobilizzato 5.000 tende per alloggiarvi famiglie. Ha poi avviato anche la distribuzione dei 5.000 set di utensili da cucina, di altrettanti teli di plastica, di 10.000 coperte e 7.500 materassi.
Per finanziare questo improvviso flusso di rifugiati l’UNHCR ha anticipato quasi 3 milioni di dollari prelevandoli dal proprio fondo di riserva e lancerà un appello per 14 milioni di dollari.
All’interno del Sudan - fa sapere la Società della Mezzaluna Rossa Sudanese, l’unica agenzia umanitaria attiva nell’area interessata dalla crisi - circa 35.000 famiglie sarebbero sfollate in fuga da Damazin, la capitale dello stato di Blue Nile.
SUDAN: 20.000 IN FUGA DALLO STATO DI BLUE NILE VERSO L’ETIOPIA
SUD SUDAN: IN AUMENTO I RIFUGIATI DAL KORDOFAN MERIDIONALE
ETIOPIA: 18,3 MILIONI DI DOLLARI PER I RIFUGIATI SUDANESI DI BLUE NILE
ETIOPIA: NON SI ARRESTA IL FLUSSO DI RIFUGIATI DAL SUDAN, APRE UN NUOVO CAMPO A TONGO
ETIOPIA: ALTRE CENTINAIA DI RIFUGIATI IN ARRIVO DALLO STATO SUDANESE DI BLUE NILE