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20 settembre 2011
Team di operatori dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) stanno distribuendo tende e altri aiuti d’emergenza alle famiglie sfollate a causa delle pesanti inondazioni in Pakistan. Sono oltre 5 milioni le persone colpite quest’anno da questi disastri naturali. E sono oltre 200.000 - secondo le stime del governo - le famiglie che hanno urgente necessità di un alloggio d’emergenza.
Nel sud della provincia del Sindh - colpita in maniera particolarmente violenta - l’UNHCR ha trasportato 2.000 tende e 2.000 kit di aiuti contenenti taniche per l’acqua, coperte e materassi, oltre a 4.000 teloni di plastica per allestire rapidamente alloggi d’emergenza. Molte famiglie sfollate infatti vivono ancora in alloggi improvvisati.
Finora le operazioni di distribuzione degli aiuti si sono concentrate sui distretti più meridionali di Badin e Thatta, con 1.000 tende, 1.000 kit di aiuti non alimentari e 2.000 teloni di plastica in ognuna delle due aree.
Altre 8.000 tende - insieme a kit di aiuti non alimentari e teli di plastica - stanno raggiungendo i distretti di Sanghar, Mirpur Khas, Tando Allah Yar e Tando Muhammad Khan, nel Sindh. Il personale dell’UNHCR attivo nell’area descrive queste zone come sommerse dall’acqua.
A Badin e Thatta l’UNHCR sta collaborando con l’agenzia partner National Rural Support Program (NRSP), un’associazione pakistana di assistenza, che sta consegnando gli aiuti e allestendo piccoli villaggi di tende con meno di 100 famiglie. La scarsità di terreno asciutto sul quale piantare le tende continua a costituire una delle difficoltà principali. Molte famiglie hanno detto agli operatori UNHCR di voler rimanere vicino al loro bestiame. Da domenica scorsa sono stati distribuiti circa 1.000 tende e kit di aiuti non alimentari.
L’UNHCR poi ha recentemente svolto - per conto del Protection Thematic Working Group - una rapida valutazione della situazione della protezione nella provincia del Sindh. Sono stati condotti focus group con quasi 6.000 donne, uomini, ragazze e ragazzi, oltre che con i leader delle comunità e le autorità locali. Un’operazione simile comincerà questa settimana anche nel Belucistan.
La valutazione effettuata nel Sindh rivela difficoltà nell’accesso all’assistenza da parte dei gruppi di persone più vulnerabili, come le famiglie con a capo una donna, le persone disabili e le minoranze. Emergono anche problemi di separazione tra minori e famiglie, di scomparsa di membri della famiglia, di perdita di documentazione civile - come ad esempio la carta d’identità - che può ostacolare l’accesso ad alcuni tipi di assistenza. La ricerca mostra inoltre l’acuirsi dei problemi esistenti, come la violenza domestica e il lavoro e lo sfruttamento minorili.