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4 novembre 2008

ARRIVI VIA MARE NEL MEDITERRANEO. NEL GOLFO DI ADEN, GIA’ SUPERATE LE CIFRE DEL 2007

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Naturalmente i viaggi della speranza via mare non sono un fenomeno che riguarda solo il Golfo di Aden. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e i suoi partner si impegnano per aiutare i governi ad affrontare queste ed altre questioni legate alle migrazioni, anche attraverso una serie di conferenze regionali per la risoluzione di problemi pratici. La prima di queste conferenze ha avuto luogo in Yemen a Maggio e un’altra è prevista per la prossima settimana a Dakar, in Senegal. L’UNHCR ha anche elaborato un Piano d’Azione in 10 Punti per la Protezione dei Rifugiati e le Migrazioni Miste, che identifica un certo numero di aree in cui si ritiene necessario avviare delle iniziative e dove la competenza dell’UNHCR potrebbe essere d’aiuto.

Ciò nonostante, secondo le stime dell’UNHCR, basate su varie fonti ufficiali e non, nei primi 10 mesi del 2008 il numero di rifugiati e di migranti che hanno attraversato il Mediterraneo e il Golfo di Aden via mare è già maggiore del totale dello scorso anno in molte aree.

Quasi 30.000 migranti sono arrivati sulle coste italiane fino alla fine di ottobre di quest’anno, mentre in tutto il 2007 erano stati 19.900. Allo stesso tempo i morti e i dispersi in mare, durante il viaggio verso l’Italia o verso Malta, nei primi 10 mesi del 2008 (509), sono più del totale del 2007 (471). Questo accade nonostante gli sforzi lodevoli dalla Marina italiana e dalla Guardia Costiera nelle operazioni di ricerca e salvataggio.

A Malta nei primi 9 mesi dell’anno sono arrivate via mare quasi 2.600 persone dal Nordafrica, mentre in tutto il 2007 erano state 1.800.

Per la Grecia le stime disponibili riguardano solo i primi sette mesi del 2008, ma il trend è lo stesso dell’Italia e di Malta. Si stima che circa 15.000 persone abbiano raggiunto la penisola e le isole greche dell’Egeo tra gennaio e luglio di quest’anno, mentre in tutto il 2007 erano state 19.900.

Anche gli arrivi di quest’anno in Spagna e nelle Canarie fino alla fine di ottobre (10.700) sono più elevati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (9.100 nei primi 10 mesi del 2007), ma sono ancora più bassi del totale del 2007 (18.000).

Il numero di rifugiati in questi movimenti migratori misti, che includono anche migranti economici, varia moltissimo da paese a paese e a seconda dei periodi dell’anno. Nel caso dell’Italia un terzo dei migranti arrivati via mare lo scorso anno ha fatto richiesta di asilo (circa 7.000 persone). In media a circa la metà dei richiedenti asilo in Italia viene riconosciuto lo status di rifugiati o viene concessa una qualche altra forma di protezione internazionale.

A Malta circa l’80% delle persone arrivate via mare fa richiesta d’asilo e a quasi il 60% di loro, in media, viene riconosciuto il diritto alla protezione internazionale. A differenza di quelli che raggiungono l’Italia o Malta, solo il 3% dei migranti che raggiungono le coste spagnole via mare fa richiesta di asilo, nonostante ai nuovi arrivati vengano fornite informazioni a riguardo.

Oltre al Mediterraneo l’UNHCR è da tempo molto attento alla crisi umanitaria nel Golfo di Aden, attraversato ogni anno da decine di migliaia di persone che fuggono dal Corno d’Africa –regione sconvolta dalla guerra civile, dall’instabilità politica, dalla fame e dalla povertà.- in cerca di protezione nello Yemen o anche più lontano

Nei primi 10 mesi del 2008, più di 38.000 persone hanno affrontato la pericolosa traversata in barca dalla Somalia allo Yemen. Si tratta di un considerevole incremento rispetto ai 29.500 che avevano fatto lo stesso viaggio in tutto lo scorso anno. Più di 600 persone sono state dichiarate morte o disperse quest’anno nel Golfo di Aden. Lo scorso anno il bollettino dei morti aveva raggiunto i 1.400.

Si stima che nel 2007 circa i due terzi di coloro che hanno raggiunto vivi lo Yemen abbiano chiesto assistenza all’UNHCR. Per anni lo Yemen ha accolto i somali concedendo loro lo status di rifugiato istantaneamente, ma l’accesso alla protezione riservata ai rifugiati è molto più difficoltoso per i richiedenti asilo etiopi.

L’UNHCR sta intensificando i suoi sforzi per affrontare il problema migliorando le condizioni di accoglienza per coloro che riescono a raggiungere lo Yemen e, allo stesso tempo, migliorando le condizioni di vita delle persone che hanno bisogno di protezione internazionale nel Corno d’Africa, in modo che non siano costretti a rischiare le loro vite per affrontare la traversata verso lo Yemen.




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