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23 settembre 2011

APOLIDIA: SOSTEGNO AI TRATTATI, MA SERVE MAGGIORE SLANCIO

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Significativi sviluppi in materia di apolidia questa settimana a margine della sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Sono tre infatti gli stati - Croazia, Filippine e Nigeria - che hanno aderito a uno o entrambi i trattati internazionali sul tema.

Questo importante passo dimostra l’impegno dei tre paesi nel contrastare il problema dell’apolidia. E fornisce loro gli strumenti giuridici per identificare e proteggere le persone apolidi, oltre che per prevenire e ridurre il fenomeno.

Sono 12 milioni - secondo le stime - gli apolidi in tutto il mondo. Sono persone che non hanno nazionalità, generalmente non hanno documenti d’identità validi e spesso si vedono negati anche i diritti fondamentali, come l’accesso alla salute, all’istruzione, all’alloggio e al lavoro.

Per far fronte a questi problemi la Convenzione relativa allo status delle persone apolidi del 1954 definisce chi è considerato apolide e stabilisce standard minimi di trattamento. La Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961, poi, fornisce principi e un quadro giuridico per prevenire il fenomeno.

Attualmente la maggior parte dei nuovi casi di apolidia riguarda bambini che nascono da genitori apolidi. È un problema che potrebbe essere prevenuto se un numero maggiore di paesi aderisse alla Convenzione del 1961 e garantisse la cittadinanza alla nascita ai bambini.

Con l’adesione di questa settimana le Filippine sono il primo stato del sud-est asiatico a diventare parte della Convenzione del 1954. La Croazia adesso invece è parte di entrambe le convenzioni, confermando il proprio impegno nel prevenire futuri casi di apolidia. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta al momento collaborando con entrambi i governi per affrontare le questioni.

Dato il peso diplomatico di un paese come la Nigeria, l’UNHCR auspica che la sua adesione dia un nuovo impulso all’impegno internazionale per promuovere l’adesione e contrastare l’apolidia in Africa.

Con queste ultime adesioni, il numero degli stati parte delle Convenzioni del 1954 e del 1961 ora ammonta rispettivamente a 68 e 40. Considerando che l’Organizzazione delle Nazioni Unite conta 193 stati membri, tali cifre appaiono tristemente basse. Il sostegno internazionale è certamente in crescita, ma non è stata ancora raggiunta la massa critica che faccia una differenza sostanziale.

L’UNHCR esorta i governi a considerare seriamente la possibilità di accedere a entrambi i trattati. L’Agenzia invita inoltre quegli stati che stanno valutando l’adesione ad avviare le procedure al livello nazionale.

L’UNHCR auspica che altri paesi seguano l’esempio di Croazia, Filippine, Nigeria e Panama - che ha aderito lo scorso giugno - e diventino parte delle due convenzioni sull’apolidia. Per celebrare il cinquantesimo anniversario della Convenzione del 1961 l’Agenzia terrà una cerimonia nel corso del meeting ministeriale che si svolgerà a Ginevra all’inizio di dicembre. Vi sono già indicazioni di alcuni stati che aderiranno in occasione di questo evento.




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