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4 novembre 2008
Domenica mattina (2 novembre) si è verificata l’ennesima tragedia nel Golfo di Aden. Al largo della costa dello Yemen, quasi 40 persone sono state costrette a gettarsi in alto mare da un’imbarcazione che trasportava 115 persone disperate dalla Somalia attraverso il Golfo di Aden. Fino ad ora 12 corpi sono stati portati dal mare sulla spiaggia di Alam e 28 persone rimangono ancora disperse. Le altre 75 persone a bordo della barca sono sopravvissute e hanno raggiunto il centro d’accoglienza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ad Ahwar, dove stanno ricevendo assistenza.
I sopravvissuti hanno riferito all’UNHCR che la barca era partita venerdì (31 ottobre) dalla Somalia settentrionale con 115 passeggeri, soprattutto somali ed etiopi, e che c’erano anche donne e bambini. Il viaggio dalla Somalia allo Yemen di solito dura 36 ore. Domenica, quando la costa yemenita era già in vista, ma la barca era ancora al largo, gli scafisti hanno chiesto altri soldi a tutti i passeggeri, che avevano già pagato 100 dollari prima della partenza. Secondo i sopravvissuti, coloro che non hanno pagato la somma in più hanno subìto gravi percosse da parte degli scafisti e quasi 40 persone – soprattutto etiopi – sono state gettate in mare nonostante chiedessero pietà.
Una persona è morta ieri (3 novembre) nella clinica di Medici Senza Frontiere ad Ahwar in seguito alle gravi ferite che gli erano state inflitte dagli scafisti. Altri sono in cura per ferite alla testa e altri traumi.