Way to Escape

Scopri i rischi che affronta un rifugiato in fuga. Partecipa a Way to Escape!

Progetto Asylon

Il vino a sostegno dei rifugiati. Scarica la brochure

Buone prassi Praesidium

Clicca qui per scaricare la racolta di buone prassi relative al progetto Praesidium

Sostieni i RIFUGIATI diventa un ANGELO

Con una piccola donazione mensile, contribuisci a sostenere progetti di emergenza o di sviluppo dell'UNHCR. 

Posizione UNHCR Libia

Consulta le considerazioni UNHCR riguardanti la protezione delle persone in fuga dalla Libia.

Popoli in fuga

Il blog di Laura Boldrini, portavoce dell'UNHCR, su repubblica.it

Rapporto annuale 2010

Scarica il rapporto 2010 in formato PDF

Sei in: Notizie / Aggiornamenti / Mondo

4 novembre 2008

YEMEN: NUOVA TRAGEDIA NEL GOLFO DI ADEN, DOZZINE DI MORTI E DISPERSI

Share |


Domenica mattina (2 novembre) si è verificata l’ennesima tragedia nel Golfo di Aden. Al largo della costa dello Yemen, quasi 40 persone sono state costrette a gettarsi in alto mare da un’imbarcazione che trasportava 115 persone disperate dalla Somalia attraverso il Golfo di Aden. Fino ad ora 12 corpi sono stati portati dal mare sulla spiaggia di Alam e 28 persone rimangono ancora disperse. Le altre 75 persone a bordo della barca sono sopravvissute e hanno raggiunto il centro d’accoglienza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ad Ahwar, dove stanno ricevendo assistenza.

I sopravvissuti hanno riferito all’UNHCR che la barca era partita venerdì (31 ottobre) dalla Somalia settentrionale con 115 passeggeri, soprattutto somali ed etiopi, e che c’erano anche donne e bambini. Il viaggio dalla Somalia allo Yemen di solito dura 36 ore. Domenica, quando la costa yemenita era già in vista, ma la barca era ancora al largo, gli scafisti hanno chiesto altri soldi a tutti i passeggeri, che avevano già pagato 100 dollari prima della partenza. Secondo i sopravvissuti, coloro che non hanno pagato la somma in più hanno subìto gravi percosse da parte degli scafisti e quasi 40 persone – soprattutto etiopi – sono state gettate in mare nonostante chiedessero pietà.

Una persona è morta ieri (3 novembre) nella clinica di Medici Senza Frontiere ad Ahwar in seguito alle gravi ferite che gli erano state inflitte dagli scafisti. Altri sono in cura per ferite alla testa e altri traumi.




Dona online

Restaci vicino! Iscriviti alla e-newsletter




autorizzazione al trattamento dei dati
 
  RSS