21 ottobre 2011
SOMALIA: AUMENTA L’ESODO VERSO LO YEMEN NONOSTANTE L’INSTABILITÀ
Il deteriorarsi della situazione umanitaria in Somalia ha costretto finora quest’anno oltre 318.000 somali ad abbandonare il proprio paese. La maggior parte di loro cerca un rifugio e assistenza nei vicini Kenya ed Etiopia, ma molti continuano a dirigersi verso nord, per intraprendere la pericolosa traversata del Golfo di Aden.
Sono 20.000 i rifugiati somali che dal mese di gennaio hanno raggiunto lo Yemen. La siccità, la carestia, il conflitto e la coscrizione forzata, le ragioni principali alla base della fuga dalla Somalia - come raccontano gli stessi nuovi arrivati allo staff dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) attivo nei centri d’accoglienza dello Yemen.
Un aumento del flusso non fa che aggiungere pressione sullo Yemen, ma anche sull’UNHCR. Tra i mesi di gennaio e luglio il numero di arrivi di somali ammontava in media 1.600 a ogni mese. La cifra è salita a 4.500 in agosto e 3.292 in settembre, nonostante l’instabilità all’interno dello Yemen. Complessivamente si stima che i rifugiati somali nello Yemen siano attualmente 196.000. Gli oltre 415.000 sfollati interni nel paese, poi, influiscono pesantemente sulle risorse a disposizione dell’UNHCR.
Il peggioramento della situazione rende il lavoro dell’Agenzia ancora più pericoloso e complesso. I combattimenti nel governatorato di Abyan - a est di Aden - si traducono in una maggiore difficoltà nel trasporto dei nuovi arrivati dai centri d’accoglienza lungo la costa del Golfo verso il centro per rifugiati di Kharaz. SHS, agenzia partner dell’UNHCR, adesso è costretta a seguire un tragitto molto più lungo per raggiungere i centri d’accoglienza, evitare gli incessanti combattimenti e per ridurre la frequenza dei convogli tra i centri d’accoglienza e il campo di Kharaz. Nei centri d’accoglienza e di transito lungo la costa, l’UNHCR informa i nuovi arrivati dell’attuale situazione nello Yemen e dei potenziali rischi. Tuttavia molti rifugiati scelgono di non attendere e di avviarsi a piedi, attraverso le aree interessate dal conflitto.
La maggior parte dei nuovi arrivati riferisce agli operatori UNHCR di non essere informata della situazione in Yemen e delle condizioni che avrebbe dovuto affrontare. Molti hanno lasciato la Somalia nella speranza di poter proseguire verso altri paesi del Golfo o di trovare lavoro nello stesso Yemen. Ma il deteriorarsi della situazione ha limitato questi spostamenti secondari e le opportunità di lavoro nello Yemen per i rifugiati si stanno rapidamente restringendo. Per queste ragioni alcuni rifugiati adesso stanno valutando la possibilità di rientrare in Somalia. L’UNHCR ha in atto un programma di rimpatrio volontario, che tuttavia riguarda solo le relativamente stabili regioni somale di Puntland e Somaliland e i rifugiati originari di queste aree. Mentre la maggior parte dei somali che hanno cercato rifugio nello Yemen proviene dalle instabili e martoriate aree meridionali e centrali della Somalia.
Ma nello Yemen è cresciuto notevolmente anche il numero di arrivi da parte di cittadini di altri stati, in particolare etiopi. Sono stati 8.787 nel solo mese di settembre, quasi tutti provenienti dall’Etiopia. Che sommati ai 3.292 somali vanno a raggiungere quota 12.079 arrivi via mare in Yemen nel mese di settembre, la cifra più alta da quando l’UNHCR raccoglie questa statistica, nel gennaio 2006.
L’instabilità nello Yemen sta inoltre fornendo maggiori opportunità ai trafficanti di esseri umani lungo le coste del Mar Rosso dello Yemen. Continuano ad arrivare informazioni di rapimenti di migranti o rifugiati al loro arrivo nel paese, soprattutto ai fini di riscatto o estorsione. Gli obiettivi principali sembrano i migranti etiopici in cerca di opportunità economiche nei paesi del Golfo, ma anche alcuni somali sono stati vittime di rapimento. L’instabilità inoltre spesso impedisce ai team di operatori umanitari che svolgono monitoraggio di raggiungere i nuovi arrivati prima dei trafficanti. Un’altra tendenza preoccupante è costituita dalla diffusione di abusi e aggressioni sessuali ai danni di donne rifugiate e migranti durante il tragitto in mare. In collaborazione con i propri partner, l’UNHCR fornisce assistenza medica e psicologica alle vittime. Le informazioni vengono poi condivise con la polizia yemenita per seguire i casi.
Il conflitto nel governatorato yemenita di Abyan ha nel frattempo causato oltre 97.000 sfollati. Sono adesso 5 i governatorati del sud con presenza di sfollati. Ad Aden l’anno scolastico è cominciato da un mese ma circa 30.000 bambini non sono riusciti a frequentare le lezioni poiché in circa 70 scuole sono state alloggiate oltre 20.000 persone e per loro non sono state trovate finora soluzioni alternative.
Sono poi ancora circa 318.000 gli sfollati provenienti dal governatorato di Sa’ada nel nord. Questi sono fuggiti dal conflitto tra le truppe governative e le forze di Al Houti che sono insorte nel nord dello Yemen tra l’agosto del 2009 e il febbraio del 2010. A causa dei disordini e degli scontri nella capitale Sana’a e nelle aree circostanti nel corso dell’ultimo mese, un numero sempre crescente di civili yemeniti è fuggito a nord verso Amran. L’UNHCR e i partner hanno già messo in campo immediata assistenza per le famiglie vulnerabili e stanno per avviare una valutazione rapida delle situazione. Nonostante l’instabilità e l’insicurezza l’UNHCR e i partner proseguono nel loro lavoro sul terreno fornendo la protezione e l’assistenza di base.