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21 ottobre 2011

LIBIA: SI CONCLUDE IL PROGRAMMA DI REINSEDIAMENTO A SALOUM IN EGITTO

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A partire da domenica prossima le istanze dei cittadini di paesi terzi che arriveranno dalla Libia alla frontiera egiziana di Saloum non saranno più prese in esame per il reinsediamento da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Le persone che già si trovano a Saloum non saranno interessate da questo provvedimento e il lavoro per cercare soluzioni per la loro situazione proseguirà, anche attraverso il reinsediamento di coloro che saranno riconosciuti rifugiati. Ma le istanze di coloro che arriveranno dopo la giornata di domenica e che chiederanno di essere reinsediati non saranno più prese in considerazione. 
 
Negli ultimi mesi, Saloum è stato uno dei siti principali per le persone in fuga dalla crisi in Libia. Dall’inizio del conflitto in febbraio sono stati 37.866 i cittadini di paesi terzi evacuati da Saloum da parte dell’UNHCR e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Sono 900 i rifugiati che hanno richiesto il reinsediamento, dei quali 163 già partiti. La decisione di cessare le operazioni di reinsediamento da Saloum è dovuta al marcato miglioramento della situazione nell’est della Libia e al fatto che l’UNHCR sta ridefinendo le proprie attività di protezione e assistenza all’interno della Libia, comprese quelle relative alla procedura di determinazione dello status di rifugiato e al reinsediamento. A Saloum l’UNHCR ha cominciato a registrare l’arrivo di persone che non sono né residenti in Libia, né colpite dal conflitto. Queste persone non rientrano negli obiettivi dell’operazione di Saloum: aiutare l’Egitto a soddisfare le necessità umanitarie e di protezione delle persone costrette a fuggire dai combattimenti in Libia. 
 
Al 20 ottobre a Saloum c’erano ancora 1.816 persone, circa la metà delle quali era stata proposta per il reinsediamento. La maggior parte degli altri era in attesa di completare la procedura di determinazione dello status di rifugiato. Prima della crisi i rifugiati e i richiedenti asilo registrati presso l’UNHCR erano circa 11.000. Si prevede che altri si registreranno nel prossimo futuro. 
 
Attraverso i propri uffici a Tripoli e Bengasi l’UNHCR fornisce assistenza a diversi gruppi di persone a Tripoli, Kufrah e Gariyet. L’Agenzia inoltre - attraverso i cosiddetti progetti di “denaro-per-lavoro” - cerca di facilitare il progressivo raggiungimento dell’autosufficienza e dell’integrazione nei centri urbani dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Il personale UNHCR gestisce linee telefoniche dedicate, svolge sessioni di counselling ed effettua regolari visite per verificare la situazione casa per casa. Assistenza con somme in denaro, cure mediche e sostegno all’istruzione continuano a costituire attività importanti durante questo periodo di transizione. 



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