28 ottobre 2011
ETIOPIA: ALTRE CENTINAIA DI RIFUGIATI IN ARRIVO DALLO STATO SUDANESE DI BLUE NILE
Una nuova ondata di rifugiati verso l’Etiopia è la conseguenza dei bombardamenti aerei sullo stato sudanese di Blue Nile. In quasi 2.000 negli ultimi 4 giorni sono arrivati nell’ovest dell’Etiopia, in difficili condizioni di sicurezza all’area di frontiera di Kurmuk, uno dei diversi punti di entrata dei rifugiati, considerato il più affollato.
Si tratta in maggioranza di donne, bambini e anziani. Dicono agli operatori dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) di essere fuggiti dai bombardamenti ad opera degli aerei Antonov in aree come Bau, Sali e Dinduro, tutte situate tra Kurmuk e Damazine, la capitale del Blue Nile. Secondo alcune informazioni, inoltre, sul lato sudanese della frontiera di Kurmuk miliziani armati starebbero intimando alla popolazione di lasciare l’area, probabilmente in vista di un’offensiva terrestre.
Può toccare le 3 settimane la durata del cammino - raccontano i nuovi arrivati. Un uomo è arrivato con ferite da granata ed è stato portato in un ospedale nelle vicinanze di Assoa. Altri rifugiati dicono di aver vissuto per settimane nella boscaglia intorno a Dinduro - occupata da gruppi armati - prima di intraprendere il viaggio di 64 chilometri per Kurmuk. Sei settimane fa rapimenti di donne e ragazze da parte di gruppi armati - riferiscono rifugiati provenienti dall’area di Derring. Due ragazze sarebbero morte dopo essere state ripetutamente stuprate.
L’attuale situazione nel Blue Nile lascia prevedere l’arrivo di altri rifugiati in Etiopia. I rifugiati vengono incoraggiati a trasferirsi nel campo di Tongo, che si trova a circa 200 chilometri da Kurmuk. Altri si trovano nel campo di Sherkole o sono ospiti presso le comunità delle aree di frontiera. Dall’inizio dei combattimenti ai primi di settembre - dicono le stime UNHCR - 28.700 persone sono fuggite dallo stato di Blue Nile.
In vista del nuovo flusso l’UNHCR sta collaborando con le autorità etiopiche per aumentare la capacità di ricezione del campo di Tongo, che al termine dei lavori sarà in grado di accogliere circa 7.000 rifugiati. In collaborazione con la controparte governativa - l’Amministrazione per i rifugiati e i rimpatriati (ARRA) - e con il Presidente dello stato regionale di Benishangul-Gumuz, l’UNHCR sta esplorando la possibilità di realizzare altri campi.
Ammonta a 10 milioni di dollari USA l’appello lanciato dall’UNHCR per rispondere alle urgenti necessità dei rifugiati dello stato di Blue Nile e per fornire sostegno all’Etiopia, che già ospita oltre 174.000 rifugiati somali (90.000 dei quali arrivati quest’anno). Tuttavia finora i contributi ricevuti per l’emergenza Sudan costituiscono solo il 5% del totale - pari a 500.000 dollari. L’UNHCR esorta la comunità internazionale a rafforzare la propria risposta a questa crisi, che va peraltro aggravandosi.