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28 ottobre 2011

KIRGHIZISTAN: SERVE ANCORA SOSTEGNO NEL SUD

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Il Kirghizistan meridionale ha bisogno di prolungato sostegno a seguito della violenza del luglio 2010. È quanto chiede l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) alla vigilia delle elezioni presidenziali che si terranno domenica nella repubblica ex-sovietica. Nel paese la situazione può dirsi complessivamente tranquilla, ma persistono tensioni in alcune località dove nell’estate dello scorso anno si sono verificate violenze locali. Centinaia tra vittime e feriti, diverse migliaia le case e le attività commerciali saccheggiate e distrutte, 400.000 le persone costrette a fuggire in altre aree del paese o in Uzbekistan, il bilancio degli scontri. 
 
Il presidente Otunbaeva, il Parlamento e altri stakeholder hanno rivolto un appello a tutti i cittadini del Kirghizistan affinché dimostrino reciproco rispetto e tolleranza, astenendosi da qualsiasi azione che possa contribuire ad alimentare le tensioni a livello nazionale, regionale o religioso. 
 
Lo scorso anno l’UNHCR ha fornito immediata assistenza d’emergenza - con beni non alimentari - e protezione a circa 400.000 persone sradicate. Attraverso un progetto di alloggi temporanei - nuove abitazioni riscaldate, antisismiche e rispettose delle specificità culturali - sono poi stati sostenuti il ritorno e la reintegrazione prima dell’arrivo dell’inverno di circa 15.000 famiglie che avevano perso la casa. 
 
Le operazioni dell’Agenzia hanno raggiunto anche aree interessate dal conflitto - alcune particolarmente remote - nelle instabili province della valle di Ferghana, nel sud del Kirghizistan, al confine con Uzbekistan e Tagikistan. 
 
I team di operatori UNHCR continuano a monitorare la situazione in 50 località e ad assistere comunità e autorità nell’immediata identificazione - e disinnesco - delle possibili fonti di conflitto. Oltre 100 progetti a rapido impatto per le comunità, poi, promuovono la riconciliazione attraverso piccole infrastrutture, attività economiche e di comunicazione. 
 
Nel gennaio 2011 l’UNHCR ha lanciato un appello supplementare per 11,4 milioni di dollari necessari a proseguire gli interventi di protezione e a implementare le iniziative di costruzione della pace che promuovono la riconciliazione e prevengono nuovi conflitti ed esodi. Grazie al generoso sostegno garantito dai donatori l’UNHCR è stato in grado di perseguire risultati tangibili nel ridurre le tensioni e le potenziali fonti di conflitto. Tuttavia al momento il raggiungimento di diversi importanti obiettivi - tra cui l’impegno per la riconciliazione - è minacciato da un sottofinaziamento pari a 3,8 milioni di dollari. 
 
In particolare servono fondi per dare sostegno alle persone più vulnerabili - tra cui gli sfollati e coloro che hanno fatto ritorno nelle proprie comunità di origine - in modo che possano superare l’inverno, quando anche nelle popolose vallate del montuoso Kirghizistan le temperature scendono a -15°. Gli sfollati nel paese sono ancora 60.000. 
 
In vista delle continue minacce alla pace e alla stabilità, l’UNHCR considera necessario continuare a promuovere la riconciliazione e a prevenire nuovi spostamenti forzati di popolazione. E chiede il sostegno dei donatori per superare questo gap finanziario e realizzare altri 100 progetti a rapido impatto nelle singole comunità. 



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