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04 Novembre 2011

ANGOLA: RIPARTE IL PROGRAMMA DI RIMPATRIO DEI RIFUGIATI DALLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

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Riparte oggi - dopo una sospensione di 4 anni - il programma di rimpatrio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per i rifugiati angolani che si trovano nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Sono 252 le persone che faranno ritorno in Angola dalla città congolese di Kimpese, 220 chilometri a ovest della capitale Kinshasa.

Il programma di rimpatrio volontario su larga scala degli angolani dalla RDC era stato interrotto nel 2007 a causa di difficoltà logistiche e di altra natura. Tra il 2003 e il 2007 l’UNHCR aveva assistito circa 57.000 rifugiati angolani a tornare a casa dalla RDC.

La Repubblica Democratica del Congo oggi ospita 80.000 rifugiati angolani, che vivono in esilio da decenni. Il riavvio del programma fa seguito a una rilevazione condotta dell’UNHCR dalla quale emergeva che 43.000 persone erano interessate a far ritorno nel proprio paese e giunge dopo un nuovo accordo tripartito tra Angola, RDC e UNHCR firmato nel giugno di quest’anno. Sono già 20.000 le persone che si sono iscritte per ricevere l’assistenza dell’UNHCR nel ritorno.

Vogliono tornare a casa perché le prospettive di pace ora sono migliori, dicono i rifugiati agli operatori UNHCR. Perché le loro famiglie li stanno aspettando, perché sentono che a casa starebbero meglio e perché sentono la mancanza del loro paese. Tra coloro che rientrano oggi, una donna di 91 anni che non vede l’ora di potersi riunire a i suoi figli già tornati in Angola.

Il convoglio partito oggi da Kimpese è composto da 7 autobus e dovrebbe attraversare la frontiera per entrare in Angola intorno alle 11 di mattina ora locale. Il tragitto fino al confine è di circa 80 chilometri.

In vista del ritorno i rifugiati sono arrivati ieri da villaggi e insediamenti vicino Kimpese e hanno trascorso la notte in un centro di transito. Sono stati sottoposti a uno screening medico, a vaccinazioni e hanno ricevuto un modulo di rimpatrio volontario che fungerà da documento d’identità finché non sarà loro rilasciata la carta d’identità angolana.

I rifugiati angolani di ritorno vengono scortati da una Delegazione Ministeriale della Repubblica Democratica del Congo e dal Rappresentante UNHCR in RDC. L’Agenzia ha in programma di inviare due convogli ogni settimana.

L’Angola ha assicurato a tutti i rifugiati che le autorità li aiuteranno con alloggi, progetti di microcredito, di formazione professionale e di altro genere. L’UNHCR monitorerà la loro situazione per un periodo fino a 18 mesi.

Il rimpatrio dei rifugiati angolani ha luogo anche da altri paesi della regione. Presto dovrebbero essere avviate le operazioni di ritorno dalla Repubblica del Congo, mentre alcune settimane fa 1.700 rifugiati angolani sono rientrati dallo Zambia.

I rimpatri su larga scala possono comportare enormi sfide logistiche. Strade e ponti devono essere riparati, compito ancora più urgente in vista dell’arrivo della stagione delle piogge.

Sono ancora 113.000 i rifugiati angolani che vivono in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Zambia, Botswana e Namibia.

In ottobre l’UNHCR e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) hanno lanciato un appello congiunto per 21 milioni di dollari, necessari ad assistere i rifugiati angolani nel far ritorno a casa dai paesi d’asilo. Finora le agenzie hanno ricevuto contributi per soli 8 milioni di dollari.





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