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08 Novembre 2011

BALCANI OCCIDENTALI: IMPEGNO INTERNAZIONALE PER PORRE FINE ALLA PROLUNGATA SITUAZIONE DEI RIFUGIATI

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Una dichiarazione congiunta per velocizzare il perseguimento di soluzioni per 74.000 persone che vivono ancora da rifugiati dopo la crisi del 1991-95 in quest’area dell’Europa. Questo il risultato dell’incontro di ieri a Belgrado tra i ministri degli esteri di Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Croazia e Serbia.
 
Una dichiarazione accolta con favore dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che scaturisce da un intenso impegno da parte dei 4 paesi e che dimostra la ferma intenzione dei rispettivi governi di cooperare a livello regionale e nazionale per affrontare questo problema che da anni interessa l’area. La situazione delle persone che da tempo vivono lontane dalle proprie case nella regione dei Balcani occidentali costituisce una delle 5 cosiddette situazioni protratte in tutto il mondo che l’UNHCR considera prioritarie nella propria azione. A conferma di ciò, l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati António Guterres ha assistito alla riunione ministeriale e alla firma della dichiarazione di ieri, insieme ai rappresentanti di Unione Europea, Stati Uniti, OSCE e Consiglio d’Europa.
 
Parte integrante della dichiarazione sono un Programma Regionale - sviluppato dai governi interessati - e un Piano di Lavoro che indica i passi concreti per rimuovere gli ostacoli che tuttora si frappongono al raggiungimento di una soluzione. Tra questi, il rapido rilascio di documenti civili che consentiranno ai rifugiati e a coloro che hanno fatto già ritorno nelle proprie aree d’origine di godere - in maniera piena ed effettiva - dei propri diritti e di riprendere una vita normale. Il Programma Regionale sarà presentato in una conferenza dei donatori all’inizio del 2012 per cercare di ottenere sostegno internazionale in favore di soluzioni abitative per i rifugiati che si trovano nei centri collettivi e per altre persone vulnerabili, tra i quali coloro che detenevano diritti di proprietà.
 
L’UNHCR ritiene che - per questi paesi - dare seguito a tali impegni potrà facilitare il loro accesso nell’Unione Europea. L’Agenzia ribadisce il proprio fermo impegno nel sostenere i governi di questi 4 paesi nel tentativo di chiudere definitivamente il capitolo riguardante i rifugiati. È dall’inizio del 2011 infatti che la signora Anne-Willem Bijleveld, Inviato Personale dell’Alto Commissario, sostiene i 4 governi nel loro processo.
 
L’UNHCR lavora inoltre con le autorità nazionali per garantire lo sviluppo di sistemi e pratiche in materia d’asilo che siano in linea con gli standard internazionali ed europei e per favorire la prevenzione dell’apolidia.  Durante il violento collasso della ex Jugoslavia all’inizio degli anni ’90 l’Agenzia fu a capo di un’imponente operazione umanitaria. Con oltre 2 milioni di persone sradicate all’interno della regione, ma anche fuori dei suoi confini, si trattò della più grave crisi di rifugiati in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel corso degli ultimi 16 anni la maggior parte dei rifugiati ha fatto ritorno a casa o si è integrata nelle comunità locali di accoglienza.




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