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25 novembre 2011

FROM PEACE IN THE HOME TO PEACE IN THE WORLD

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E' il tema della campagna “16 giorni di attivismo contro la violenza sessuale e di genere” iniziata oggi con la Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne e che proseguirà fino alla Giornata Internazionale per i Diritti Umani il 10 dicembre. 
 
Centinaia di migliaia di donne sono vittime di atti brutali di violenza ogni anno e prevenirli rimane una delle nostre priorità. Nel 2011 la campagna coincide con il decimo anniversario dei Cinque impegni dell’Alto Commissario per le donne rifugiate (High Commissioner’s Five Commitments to Refugee Women). Dieci anni fa abbiamo prodotto le nostre linee guida per contrastare la violenza sessuale e di genere ed avevamo appena iniziato a riconoscerla come una questione importante per l’UNHCR. 
 
Le donne erano scarsamente rappresentate nella gestione dei campi rifugiati. La registrazione, documentazione e distribuzione di cibo non erano individuali ma assegnati ai capi famiglia, solitamente uomini. Il materiale sanitario non faceva parte dei beni di assistenza solitamente distribuiti. Abbiamo fatto molta strada da allora, ma i risultati raggiunti  ci segnalano anche quanto rimane ancora da fare. 
 
Nel 2010:
 
- 93% delle donne rifugiate nei campi sono registrate individualmente e il 51% ha ottenuto documenti di identità. In contesti urbani il 91% delle donne rifugiate sono state registrate individualmente e l’82% ha ricevuto documenti di identità. 

- 83% delle persone all’interno dei campi rifugiati che hanno denunciato episodi di violenza di genere sono stati assisiti. In contesti urbani la percentuale è stata del 97%.

- Donne e uomini sono rappresentati ugualmente in un terzo dei comitati nei campi di rifugiati.

- Oltre metà delle donne e ragazze rifugiate ricevono un materiale sanitario specifico.

- Nella maggior parte dei campi rifugiati le donne rappresentano almeno la metà dei responsabili per la distribuzione del cibo.  
 
 
Vi invitiamo a guardare un video sui Cinque Impegni prodotto insieme ai rifugiati del Kakuma Refugee Camp in Kenya.



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