Way to Escape

Scopri i rischi che affronta un rifugiato in fuga. Partecipa a Way to Escape!

Progetto Asylon

Il vino a sostegno dei rifugiati. Scarica la brochure

Buone prassi Praesidium

Clicca qui per scaricare la racolta di buone prassi relative al progetto Praesidium

Sostieni i RIFUGIATI diventa un ANGELO

Con una piccola donazione mensile, contribuisci a sostenere progetti di emergenza o di sviluppo dell'UNHCR. 

Posizione UNHCR Libia

Consulta le considerazioni UNHCR riguardanti la protezione delle persone in fuga dalla Libia.

Popoli in fuga

Il blog di Laura Boldrini, portavoce dell'UNHCR, su repubblica.it

Rapporto annuale 2010

Scarica il rapporto 2010 in formato PDF

Sei in: Notizie / Aggiornamenti / Mondo

9 dicembre 2011

SUD SUDAN: I COMBATTIMENTI SI AVVICINANO ALL’INSEDIAMENTO DI RIFUGIATI DI YIDA

Share |


Sono circa 20.000 i rifugiati in Sud Sudan sempre più a rischio con l’imperversare dei combattimenti vicino alla frontiera settentrionale con il Sudan. 

I continui scontri militari nell’area di frontiera di Jau non hanno coinvolto l’insediamento di rifugiati di Yida - che si trova a diversi chilometri di distanza - ma il timore di attacchi ha spinto alcuni rifugiati a cercare riparo nella boscaglia. La crescente insicurezza ha limitato l’accesso delle agenzie umanitarie e il flusso degli aiuti verso Yida, provocando ripetute sospensioni dell’assistenza. 

Nel sito l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) continua a collaborare con le agenzie partner per fornire assistenza d’emergenza e assicurare beni e servizi come cibo e acqua e cure mediche ai rifugiati fuggiti negli ultimi mesi dallo stato sudanese del Kordofan meridionale. Tra 60 e 110 persone continuano ad arrivare a Yida ogni giorno. 

L’UNHCR teme che i combattimenti possano estendersi all’area di Yida, già colpita da raid aerei nel mese di novembre. L’Agenzia sta cercando di velocizzare le operazioni di trasferimento dei rifugiati verso aree lontane dall’insicura area di frontiera, in nuovi siti in regioni più interne del Sud Sudan, dove potranno beneficiare di maggiore sicurezza e migliore assistenza. 

Finora tuttavia la maggior parte dei rifugiati si è mostrata riluttante a lasciare Yida, per non allontanarsi dalle proprie case in Sudan. I rifugiati sono preoccupati anche del rischio di mine sulle strade delle regioni più interne. Per garantire la sicurezza del percorso il Centro delle Nazioni Unite di azione contro le mine sta effettuando operazioni di ricerca di ordigni e bonifica. L’UNHCR auspica di trasferire al più presto il primo gruppo di rifugiati che si diranno disponibili. 

Nelle regioni orientali del Sud Sudan, intanto, al ritmo di 650 al giorno continuano ad arrivare rifugiati in fuga dallo stato sudanese di Blue Nile. Di recente è stato identificato un gruppo di 10.000 rifugiati nei pressi di Elfoj, nella contea di Maban, nello stato di Upper Nile del Sud Sudan. Si ritiene che altre migliaia di persone siano bloccate in remote località lungo il confine. L’UNHCR e le agenzie partner stanno collaborando per allestire un nuovo insediamento nella contea di Maban dove accogliere queste persone. Un sito che andrà ad aggiungersi a quello di Doro che già ospita 20.000 persone arrivate di recente da Blue Nile. 

Negli ultimi mesi il Sud Sudan ha visto arrivare complessivamente oltre 50.000 i rifugiati dagli stati sudanesi di Blue Nile e Kordofan Meridionale. 

Anche la vicina Etiopia - dal mese di giugno - ha accolto rifugiati sudanesi: quasi 33.000, la maggior parte dei quali in fuga dal Blue Nile. Tra loro oltre 18.000 sono ospitati in due campi e in un centro di transito, mentre circa 14.000 vivono presso le comunità locali nelle aree di frontiera. In collaborazione con le autorità locali, l’UNHCR sta lavorando all’ampliamento degli esistenti campi per rifugiati in modo da potervi trasferire i rifugiati che vivono presso le famiglie locali. 




Dona online

Restaci vicino! Iscriviti alla e-newsletter




autorizzazione al trattamento dei dati
 
  RSS