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24 ottobre 2008
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta aiutando migliaia di cristiani iracheni che nelle ultime due settimane sono fuggiti dalla città di Mosul, nel nord, verso altri villaggi nella provincia di Ninewa, ma anche quei 400 che hanno attraversato il confine con la Siria. Non è ancora chiaro chi ci sia dietro le intimidazioni che li hanno portati a fuggire.
Si stima che più di 2.200 famiglie, circa 13.000 persone, abbiano lasciato Mosul dalla metà della settimana, la maggior parte dirette verso aree più sicure a nord e ad est della città. Si tratta di più della metà della popolazione cristiana di Mosul. Si sono anche rifugiate nei vicini governatorati di Dahuk, Erbil e Kirkuk. La maggior parte sono state accolte da altre famiglie cristiane. Attualmente sembra che il movimento forzato sia rallentato, secondo lo staff dell’UNHCR presente nella regione.
L’ufficio dell’UNHCR in Iraq ed i suoi partner hanno fornito aiuti ad almeno 1.725 famiglie sfollate in circa 20 zone dell’Iraq settentrionale.
Intanto in Siria il rappresentante dell’UNHCR Laurens Jolles ha riferito che molti cristiani di Mosul sono stati presi di mira e non si sentono più al sicuro lì. L’UNHCR darà aiuto agli iracheni che cercano rifugio nei paesi confinanti e apprezza che la Siria continui ad accogliere i rifugiati. La Siria ospita già almeno 1.200.000 iracheni.
IRAQ: IRACHENI CRISTIANI SFOLLATI DA MOSUL
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