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24 ottobre 2008
L’Ambasciatrice di Buona Volontà dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) Angelina Jolie ha concluso ieri (giovedì) la sua prima visita in Afghanistan, durante la quale ha potuto constatare i successi e le difficoltà legate al rimpatrio e alla reintegrazione dei rifugiati.
La Jolie ha commentato: “Il coraggio, la forza e la composta dignità delle famiglie rimpatriate, che si stanno ricostruendo una vita nonostante difficoltà che solo pochi di noi riescono ad immaginare, mostrano il meglio dello spirito umano”. Ha inoltre sollecitato un impegno a lungo termine per aiutare l’Afghanistan e un maggiore supporto umanitario alla popolazione dal momento che si sta avvicinando la difficile stagione invernale.
La Jolie conosce bene l’operato dell’UNHCR in Afghanistan, una fra le missioni più ampie in tutto il mondo. Negli ultimi anni si era incontrata due volte con i rifugiati afghani in Pakistan e adesso voleva vedere con i propri occhi come i rifugiati stessero affrontando il loro ritorno in Afghanistan.
La sua visita, durata da martedì a giovedì, era volta anche alla sensibilizzazione sul tema dei rifugiati, visto che a novembre avrà luogo una conferenza internazionale sul ritorno e la reintegrazione che si terrà a Kabul. Nonostante i massicci rimpatri in Afghanistan – più di 5 milioni di persone sono tornate a casa negli ultimi sei anni – circa 3 milioni di rifugiati registrati restano ancora in Iran e Pakistan.
Durante la sua missione, la Jolie si è recata nella provincia di Nangahar, dove si sono reinsediati circa il 20% del totale dei rifugiati rimpatriati dal 2002. Inoltre ha visitato i siti di Lower Sheikh Mesri e di Tangi, dove le persone rimpatriate di recente dal Pakistan stanno vivendo in un’area desolata e deserta, in tende fatiscenti e rifugi di fortuna. I rimpatriati le hanno detto che non possono tornare nei loro luoghi d’origine a causa della mancanza di terra e di condizioni di sicurezza. A Jalalabad la Jolie ha anche visitato i progetti dell’UNHCR per la creazione di reddito per donne vulnerabili.
L’Ambasciatrice di Buona Volontà ha potuto rendersi conto di simili difficoltà a Kabul, dove ha visitato delle famiglie rimpatriate dal Pakistan nel 2003 che non possono ancora tornare nei loro villaggi d’origine. Per molti anni hanno dovuto occupare edifici pubblici a Kabul a causa della mancanza di terre disponibili nella provincia di Parwan, loro luogo d’origine. I rimpatriati le hanno spiegato che la mancanza di terre e di condizioni di sicurezza non sono gli unici ostacoli per un loro ritorno. I problemi economici nelle aree rurali, come la mancanza di opportunità di lavoro, hanno influito sulla loro decisione di rimanere nella capitale nonostante le difficili condizioni di vita.
La Jolie ha concluso il suo viaggio sollecitando un maggiore sforzo della comunità internazionale nell’aiutare i rimpatriati a reintegrarsi, attraverso il finanziamento di programmi a lungo termine per lo sviluppo economico nazionale in Afghanistan. La conferenza internazionale del prossimo mese, co-presieduta dal Ministero degli Affari Esteri afghano e dall’UNHCR, mostrerà come meglio assicurare a rifugiati e sfollati un ritorno sostenibile negli anni a venire.
Ulteriori informazioni, inclusi video, saranno disponibili in giornata sul sito internazionale dell’UNHCR (www.unhcr.org).
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