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11 maggio 2012

RD CONGO: PARTITE LE OPERAZIONI DI RIMPATRIO PER DECINE DI MIGLIAIA DI RIFUGIATI

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Durante la scorsa settimana l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha trasportato in nave centinaia di rifugiati congolesi di ritorno in una provincia settentrionale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), per l'inizio di un programma di rimpatrio volontario dalla Repubblica del Congo (RC). L'Agenzia ha in programma di assistere 81.000 persone a tornare a casa nella provincia di Equateur entro il mese di luglio del prossimo anno. 

Le operazioni UNHCR sono cominciate sabato scorso, quando un piccolo convoglio pilota di barche ha trasportato 79 rifugiati dalla città di Betou, nel nord-est della RC, a Dongo, dall'altra parte del fiume Oubangui nella RDC. Martedì un secondo convoglio ha trasportato altri 323 rifugiati dal sito di Eboko, RC, verso l'altra sponda del fiume, a Dongo. 

Nella giornata di oggi l'Agenzia conta di rimpatriare 246 rifugiati dal villaggio di Ikpengbele, vicino Betou, alla città di Libenge, nella RDC. Un altro convoglio sempre da Ikpengbele a Libenge - è in programma per martedì. 

Oltre l'85% dei rifugiati rientrati era composto da donne e bambini, condotti nelle loro aree d'origine all'interno della provincia di Equateur. Nell'ambito del programma di rimpatrio, l'UNHCR auspica di assistere quest'anno 49.000 rifugiati a far ritorno dalla RC e 32.000 il prossimo anno. Saranno organizzati convogli ogni martedì e venerdì. L'Agenzia ha inoltre in programma di assistere nel rimpatrio rifugiati congolesi che si trovano nella Repubblica Centrafricana (RCA), ma il programma è ancora in corso di elaborazione. 

L'operazione dalla RC costituisce - per l'UNHCR e le agenzie partner - una sfida logistica notevole, poiché i rifugiati sono dispersi in 106 remote località che si trovano in una fascia di 500 chilometri lungo il fiume Oubangui. Un ulteriore problema è costituito dal basso livello delle acque del fiume, che rende difficile la navigazione. Comunque le forti piogge cadute prima del convoglio di martedì riferiscono gli operatori UNHCR sul terreno - hanno contribuito a innalzare il livello dell'acqua, agevolando il viaggio.

Una volta arrivati nei centri di transito della provincia di Equateur, i rifugiati vengono registrati, prendono parte a sessioni di sensibilizzazione, vengono sottoposti a screening medico e ricevono cibo, una piccola somma in denaro e un pacco di aiuti che comprende teli di plastica, utensili per cucinare, materassi, zanzariere e coperte. 

Le persone rientrate sui due convogli fanno parte dei circa 143.000 civili dicono le stime riversatisi nei paesi limitrofi (123.000 nella RC e 20.000 nella RCA) per fuggire dagli scontri inter-etnici innescati da dispute sulla pesca e sull'agricoltura nella provincia di Equateur alla fine del 2009, tra le comunità Enyele e Munzaya. Coloro che hanno attraversato il confine entrando nella RC hanno cercato rifugio in remoti insediamenti lungo il fiume. 

Altre 100.000 persone invece sono rimaste all'interno dei confini della RDC, cercando rifugio in altre aree della provincia, ma la maggior parte di loro è già tornata ai propri villaggi col migliorare della situazione. Anche migliaia di rifugiati in RC e RCA hanno fatto ritorno a casa spontaneamente, mentre molti altri che sono rimasti nella RC rientrano regolarmente per controllare le loro terre. 

L'UNHCR ha assistito i rifugiati di ritorno fornendo loro kit per gli alloggi e costruendo oltre 200 abitazioni per i più vulnerabili. L'Agenzia ha inoltre promosso la riconciliazione tra Enyele e Munzaya, che all'inizio dello scorso anno hanno siglato un patto di non aggressione.

Come parte del programma di riconciliazione, lo scorso ottobre ha cominciato le proprie trasmissioni una stazione radio di servizio comunitario finanziata dall'UNHCR.




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