SUD SUDAN: NUOVO PONTE AEREO DI AIUTI PER I RIFUGIATI SUDANESI NELLO STATO DI UPPER NILE
È partito lo scorso fine settimana il nuovo ponte aereo di assistenza d'emergenza UNHCR in favore dei rifugiati che si trovano nello stato sud-sudanese di Upper Nile. I voli trasportano aiuti per 50.000 rifugiati fuggiti dal conflitto e dalla conseguente scarsità di cibo nello stato sudanese di Blue Nile.
A partire da sabato scorso un Ilyushin 18 noleggiato dall'UNHCR ha effettuato due turni giornalieri per consegnare beni di prima necessità da Juba a Paloich, una pista d'atterraggio alla quale l'Agenzia ha recentemente negoziato l'accesso. L'aeroporto di Paloich si trova a 90 chilometri di strada dall'insediamento di rifugiati di Jammam e a 150 chilometri da quello di Doro. Il sito di Yusuf Batil si trova a metà strada tra i due.
L'assistenza comprende kit di utensili da cucina, coperte, sapone, teli di plastica, materassi, taniche per l'acqua e zanzariere. L'UNHCR sta trasportando anche l'equipaggiamento necessario per scavare nuovi pozzi in profondità nel tentativo di accrescere la disponibilità d'acqua, che nell'area è estremamente scarsa.
Con questo nuovo ponte aereo l'UNHCR auspica di velocizzare la consegna di questi aiuti di fondamentale importanza. Le precarie condizioni delle strade infatti sono state ulteriormente peggiorate dalle piogge che hanno causato notevoli ritardi nelle operazioni di trasporto via terra a lungo raggio dell'Agenzia.
Il 20 dicembre dello scorso anno l'UNHCR ha istituito un ponte aereo da Nairobi su Juba, riuscendo a trasportare nel giro di un mese aiuti sufficienti per far fronte alle necessità dei rifugiati che erano fuggiti in Sud Sudan dal South Kordofan e dal Blue Nile. L'operazione è risultata sufficiente fino alla nuova ondata degli ultimi due mesi. Con l'aumentare del flusso l'Agenzia ha inaugurato nuove rotte per il trasporto attraverso l'Etiopia e sta utilizzando anche chiatte lungo il fiume Nilo.
Col deteriorarsi delle condizioni di sicurezza e umanitarie in South Kordofan e Blue Nile, sempre più sudanesi cercano rifugio in Sud Sudan, superando di gran lunga le previsioni iniziali dell'Agenzia. Nello stato di Upper Nile, ad esempio, era stato previsto l'arrivo di 75.000 rifugiati mentre ve ne sono già affluiti circa 105.000 provenienti dallo stato di Blue Nile.
Più a ovest, nello stato sudanese di Unity, l'insediamento di rifugiati di Yida attualmente accoglie oltre 55.000 rifugiati. La cifra è superiore di 15.000 unità rispetto a un mese fa e l'UNHCR ha in programma di trasportarvi ulteriori aiuti da Juba. I nuovi arrivati si stabiliscono su terre che le autorità dichiarano essere utilizzate per il pascolo del bestiame, destando preoccupazione nella popolazione locale. L'UNHCR sta collaborando con le comunità locali e i leader delle comunità dei rifugiati per incoraggiare buone relazioni tra loro. Un esperto nella pianificazione di siti inoltre verrà presto inviato a Yida per assistere i nuovi arrivati.
In Etiopia nel frattempo, nella regione di Benishangul Gumuz, continuano a registrarsi nuovi arrivi dallo stato sudanese di Blue Nile, con 36.527 rifugiati nell'area. L'UNHCR in collaborazione con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) - è attualmente impegnato nel trasferimento dei rifugiati sudanesi nel nuovo campo di Bambasi. Finora 1.500 rifugiati sono stati trasferiti dal centro di transito di Ad-Damazin a Bambasi.
Obiettivo dell'Agenzia è quello di trasferire tutti i 14.000 rifugiati di Ad-Damazin al ritmo di 2.000 ogni settimana. A differenza di Ad-Damazin, Bambasi si trova a distanza di sicurezza dal confine tra Etiopia e Sudan e dispone di abbondanti fonti d'acqua. È un sito, inoltre, nel quale i rifugiati non solo ricevono assistenza alimentare e non alimentare ma dispongono anche di spazi sociali. Bambasi può accogliere fino a 20.000 persone.
Dal giugno dello scorso anno quasi 200.000 sudanesi sono stati costretti a fuggire in Sud Sudan ed Etiopia.