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5 dicembre 2008

RD DEL CONGO: L’UNHCR VISITA L’AREA DI RUTSHURU

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Un periodo di calma relativa nell’area di Rutshuru, circa 80 km a nord di Goma, la capitale dell’instabile Provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, ha permesso all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e ad altre agenzie umanitarie di visitare l’area durante questa settimana.

Il team dell’UNHCR ha potuto così verificare la situazione di circa 5.000 sfollati interni (IDP) che hanno trovato rifugio intorno alla base della missione di pace delle Nazioni Unite (MONUC). I civili congolesi hanno riferito agli operatori dell’UNHCR non poter tornare alle proprie case per il timore di rappresaglie. Hanno anche. Gli sfollati, che hanno riferito di numerose atrocità e uccisioni sommarie, hanno urgentissimo bisogno di assistenza umanitaria e protezione.

L’UNHCR ha inoltre potuto visitare per la prima volta tre ex accampamenti improvvisati per sfollati - Kinyondoni Anglican, Kinyondoni Catholic e Ngwenda. Come si temeva, gli accampamenti erano vuoti. I tre siti gestiti dall’UNHCR in quell’area - Nyongera, Kasasa e Dumez – sono stati sgomberati con la forza e distrutti alcune settimane fa. In base agli ultimi accertamenti il numero totale di sfollati interni di cui si sono perse le tracce in quell’area supera i 90.000.

L’UNHCR ha potuto distribuire aiuti di prima necessità a più di 10.000 persone bisognose tra gli sfollati dei siti distrutti intorno a Rutshuru. I congolesi sfollati nei dintorni di Tongo, a est di Rutshuru, hanno ricevuto 3.000 kit – che comprendono coperte, materassini e set da cucina – per circa 15.000 persone. Gli sfollati in altre aree vicine, tra cui Kishishe, Nyanzale e Kashilira, hanno ricevuto più di 7.600 kit umanitari per quasi 40.000 persone.

Nella regione della Provincia Orientale le autorità locali di Kisangani hanno riferito allo staff dell’UNHCR di aver identificato circa 2.000 sfollati interni che erano fuggiti dai recenti attacchi della Lord’s Resistance Army, il gruppo ribelle ugandese. Il gruppo è scappato dalla città di Dungu, nella Provincia di Haut Uele. Attualmente alcuni di loro sono ospitati presso famiglie locali, mentre molti altri sono in scuole e altri edifici pubblici nell’area della provincia.

Le autorità hanno inoltre confermato la presenza di circa 2.000 sfollati che da Dungu si sono spostati a Isiro, a nord-ovest di Bunia, nella regione di Ituri. Altri 11.000 sfollati sono stati segnalati a Niangara, a 120 km da Isiro e a 215 km da Dungu. Circa 10.000 sfollati sono stati localizzati a Banda, lungo la strada che porta nel Sudan meridionale. Altri circa 25.000 sfollati interni hanno trovato rifugio nel villaggio di Ngedu, a circa 45 km da Dungu.

Nel frattempo a Goma l’UNHCR sta continuando i trasferimenti volontari di sfollati vulnerabili dai campi di Kibati, a nord della città, ai pre-esistenti siti per sfollati a ovest. Circa 65.000 sfollati interni dei campi di Kibati sono in una situazione estremamente precaria a causa della vicinanza dei belligeranti. Quasi 1.000 persone vulnerabili con necessità specifiche sono già state trasferite.

I lavori di costruzione del nuovo sito di Mugunga III continuano a seguito di una decisione delle autorità locali di ampliare il territorio destinato al campo da 65 a 105 ettari, così da poter ospitare circa 60.000 persone.

Le truppe della missione ONU in Congo hanno iniziato i pattugliamenti a Kibati nell’intento di intervenire a difesa della popolazione nel caso questa venga attaccata da saccheggiatori e di proteggere le donne dalle aggressioni sessuali ad opera di soldati armati.




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