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5 maggio 2007

YEMEN: RADDOPPIATI GLI ARRIVI DI SOMALI VIA MARE

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Stando ai dati raccolti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il numero di persone in arrivo sulle coste yemenite dopo aver attraversato le acque pericolose del Golfo di Aden partendo dal Corno d’Africa è più che raddoppiato rispetto all’anno scorso. Dal 1° gennaio al 20 aprile sono arrivate ad Aden più di 15.300 persone che hanno viaggiato su 324 imbarcazioni capitanate da trafficanti senza scrupoli, mentre i morti ed i dispersi nel corso di questo viaggio pericoloso sono stati 361. Nello stesso periodo del 2007 erano arrivate in Yemen 7.166 persone su 60 barche; il numero di morti era invece pressoché lo stesso del 2008.

L’incremento nel numero di arrivi nel 2008 è da imputarsi in larga parte al perdurare del conflitto in Somalia ed all’utilizzo di nuove rotte da parte dei trafficanti, sia nel braccio di mare tradizionalmente solcato da chi fugge dalla Somalia verso lo Yemen, ossia attraverso il Golfo di Aden, che dal Gibuti attraverso il Mar Rosso. Molti dei nuovi arrivati riferiscono anche della perdita dei raccolti a causa della siccità, circostanza che avrebbe contribuito a spingerli a lasciare le proprie case.

Chi viaggia su barche piccole e rapide paga in media dai 130 ai 150 dollari ai trafficanti, mentre un passaggio sulle imbarcazioni più grandi e lente costa dai 50 ai 70 dollari. Dai registri tenuti dagli operatori UNHCR emerge che il numero di morti in mare in rapporto al numero di imbarcazioni sembra essere diminuito. Alcuni dei nuovi arrivati, infatti, sostengono di aver ricevuto acqua e cibo durante la traversata ed anche le imbarcazioni sembrano essere meno affollate rispetto agli anni passati.

Da tempo l’UNHCR si sta appellando alla comunità internazionale affinché si mobiliti per impedire le morti nel Golfo di Aden ed in altri mari solcati da persone in fuga. L’Agenzia ha aumentato il proprio impegno in Yemen attraverso un programma da 17 milioni di dollari che prevede il dispiegamento di un numero maggiore di operatori, la fornitura di più ripari di emergenza e di maggiore assistenza e la messa in atto di programmi di protezione per rifugiati e sfollati interni. L’UNHCR ha inoltre potenziato le proprie attività in termini di protezione e di accoglienza lungo le coste dello Yemen (con l’apertura, ad esempio, di un nuovo centro) ed ha tenuto corsi di formazione per la guardia costiera ed i membri di altri corpi armati yemeniti. L’UNHCR in Yemen lavora a fianco dell’agenzia yemenita Society for Humanitarian Services (SHS, o Società per i Servizi Umanitari) e con organizzazioni umanitarie internazionali come Medici Senza Frontiere (MSF).




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