Progetto Asylon

Il vino a sostegno dei rifugiati. Scarica la brochure

Way to Escape

Scopri i rischi che affronta un rifugiato in fuga. Partecipa a Way to Escape!

Buone prassi Praesidium

Clicca qui per scaricare la racolta di buone prassi relative al progetto Praesidium

Sostieni i RIFUGIATI diventa un ANGELO

Con una piccola donazione mensile, contribuisci a sostenere progetti di emergenza o di sviluppo dell'UNHCR. 

Posizione UNHCR Libia

Consulta le considerazioni UNHCR riguardanti la protezione delle persone in fuga dalla Libia.

Popoli in fuga

Il blog di Laura Boldrini, portavoce dell'UNHCR, su repubblica.it

Rapporto annuale 2010

Scarica il rapporto 2010 in formato PDF

Sei in: Notizie / Aggiornamenti / Mondo

23 gennaio 2009

RD DEL CONGO: TIMORI PER LA CRESCENTE MILITARIZZAZIONE DEL NORD KIVU

Share |


L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) osserva con preoccupazione gli ultimi sviluppi e l’assembramento di militari nella martoriata provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. L’operazione militare congiunta delle forze armate congolesi e ruandesi nel Nord Kivu, che dovrebbe servire a disarmare con la forza un gruppo ruandese di miliziani, le Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR), ha avuto inizio all’inizio di questa settimana con l’arrivo delle truppe ruandesi nella provincia.

In base alle esperienze pregresse in questa regione, l’UNHCR teme che queste operazioni possano creare nuovi e massicci movimenti forzati della popolazione civile. La situazione umanitaria nel Nord Kivu è già drammatica, con circa 850.000 sfollati interni. Di questi circa 250.000 sono stati costretti a fuggire dallo scorso agosto e molti di loro sono stati costretti alla fuga più volte.

Le FDLR sono uno dei molti gruppi armati nell’est della Repubblica Democratica del Congo, ma sono considerate dal Rwanda la più grave minaccia alla sicurezza nazionale. Nel novembre 2007 il governo della RD del Congo si è impegnato per disarmare le FDLR. Le soluzioni per i membri delle FDLR includono il rimpatrio volontario o il reinsediamento nella RD del Congo, purché diventino non-combattenti. A dicembre la RD del Congo e il Rwanda si sono accordati su un piano militare per disarmare le FDLR con la forza.

Il gruppo è composto principalmente dagli hutu ruandesi arrivati nella RD del Congo in seguito al genocidio del 1994 in Rwanda. Oggi sembra che circa il 30% dei membri delle FDLR siano hutu congolesi.

L’UNHCR chiede con urgenza a tutte le parti in causa di rispettare i princìpi umanitari internazionali, di ridurre al massimo le sofferenze dei civili e di garantire un passaggio sicuro per la popolazione civile affinché possa allontanarsi dalle zone dei combattimenti. L’UNHCR chiede anche alle parti di non effettuare rimpatri forzati dei civili ruandesi.

E’ inoltre imperativo che l’UNHCR e le altre agenzie umanitarie siano messe in condizione di fornire immediata assistenza umanitaria alle vittime civili e di avere accesso sicuro e senza ostacoli a ogni sito spontaneo in cui la popolazione civile sfollata dovesse riunirsi.

L’UNHCR fa propri gli appelli della forza di pace nella RD del Congo, la MONUC, affinché le parti in conflitto proteggano la popolazione civile e rispettino i diritti umani. L’UNHCR ritiene fondamentale assicurare il carattere civile di ogni sito spontaneo di sfollati interni attraverso la identificazione e la separazione dei combattenti per garantire le condizioni di sicurezza dei civili.

L’UNHCR assiste da tempo la popolazione di sfollati interni nell’est della RD del Congo. Attualmente ci sono 1,3 milioni di sfollati interni in quattro provincie orientali della RD del Congo – Sud Kivu, Nord Kivu, Ituri e Orientale. Dall’aggravarsi della crisi che ha messo in fuga la popolazione civile, alla fine dell’agosto 2007, l’UNHCR ha inviato numerosi team d’emergenza e ha organizzato un gruppo di coordinamento della gestione dei campi, con il quale attualmente l’agenzia gestisce sette siti (Mugunga I, II e III, Kibati I e II, Buhimba e Bulnego). Le forme di assistenza e protezione comprendono il monitoraggio, l’identificazione e l’intervento laddove si riscontrino abusi dei diritti umani e altri problemi che riguardano gli sfollati interni e le popolazioni a rischio; l’UNHCR si sta inoltre adoperando per la costruzione di nuovi campi, per la registrazione degli sfollati interni e per la continua distribuzione di aiuti.

Dal 2004 l’UNHCR ha organizzato e fornito assistenza al rimpatrio e al reinsediamento di quasi 190.000 rifugiati congolesi. Più di 309.000 persone rimangono rifugiate, la maggior parte nella vicina Tanzania, in Rwanda, in Zambia, in Uganda e in Burundi.




Dona online

Restaci vicino! Iscriviti alla e-newsletter




autorizzazione al trattamento dei dati
 
  RSS