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7 ottobre 2008
Piogge torrenziali e forti venti hanno colpito una serie di accampamenti in cui vivono centinaia di migliaia di sfollati interni somali tra Mogadiscio e Afgooye, distruggendo i rifugi provvisori e lasciando molte persone di nuovo senza un alloggio. Dieci ore di violente piogge sono cadute domenica notte, allagando molti alloggi e costringendo tante persone a tornare nelle proprie case nella capitale Mogadiscio, sconvolta dalla guerra, nonostante i pericoli.
Molte persone sono di nuovo senzatetto, anche se non ci sono stime precise. Circa 300.000 sfollati vivevano in fragili rifugi temporanei lungo il corridoio di Afgooye, a ovest di Mogadiscio. La maggior parte di loro è fuggita dalla capitale durante gli scontri nel 2007 e all’inizio di quest’anno. Più di 40.000 hanno ricevuto l’assistenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
Le stime iniziali indicano che le piogge e il vento hanno colpito principalmente i campi per gli sfollati interni nel distretto di Kurtunwarrey, vicino ad Afgooye, e nel distretto di Marka, vicino a Mogadiscio.
L’UNHCR sta progettando di distribuire 3.500 kit di assistenza a 21.000 persone. I kit contengono teli di plastica, coperte, set da cucina e materassini.
Le inondazioni improvvise e violente stanno peggiorando la situazione già di per sé drammatica nella Somalia sconvolta dalla guerra, dove un milione di persone sono già sfollate. Circa 700.000 persone sono fuggite da Mogadiscio solo durante lo scorso anno. Dall’inizio di quest’anno altre 170.000 persone sono state costrette ad abbandonare la capitale somala, 35.000 solo nelle ultime settimane. La gente fugge costantemente dagli scontri, descritti come i peggiori dall’inizio dell’ultima insurrezione nel febbraio del 2007.