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27 gennaio 2009
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime forte preoccupazione per i continui rimpatri forzati di richiedenti asilo somali ad opera del governo kenyota. L’ultimo episodio risale alla scorsa settimana, quando le autorità kenyote hanno rimpatriato con la forza tre richiedenti asilo somali che erano entrati nel Paese dall’area di confine di Liboi, nel Kenya nord-orientale.
I tre – una donna e due uomini – erano con diversi altri somali su un veicolo intercettato dalla polizia di frontiera appena entrato in territorio keniota il 16 gennaio scorso. Secondo le autorità di frontiera, l’autista non si sarebbe fermato all’alt e la polizia avrebbe aperto il fuoco, ferendo tre passeggeri. I feriti sono poi stati portati da Liboi a Dadaab, a circa 90 km, per ricevere cure mediche. L’UNHCR non conosce il destino degli altri 26 passeggeri.
A Dadaab i tre feriti sono stati ascoltati dall’UNHCR e hanno riferito di essere fuggiti dai combattimenti a Mogadiscio e di essere giunti in Kenya in cerca di asilo. L’UNHCR ha informato in via ufficiale le autorità locali e ha richiesto che i tre fossero mandati al Dipartimento del Kenya per i Rifugiati e all’UNHCR per proseguire le pratiche.
In ogni modo il 21 gennaio, secondo il personale dell’ospedale, 6 poliziotti si sono presentati al Dadaab Health Centre, dove i tre richiedenti asilo erano sottoposti a cure mediche per le ferite da arma da fuoco, li hanno fatti salire su un furgone della polizia e li hanno portati al confine. Nel corso della stessa giornata le autorità hanno confermato che erano stati rimandati in Somalia.
L’UNHCR ha fatto notare al governo kenyota che tali atti di refoulement (respingimento) di richiedenti asilo somali si erano già verificati nel 2008. L’UNCHR critica aspramente la decisione di rimpatriare con la forza in Somalia i tre somali feriti e chiede alle autorità del Kenia di rispettare pienamente il principio di non-refoulement (non respingimento) previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1951 e dalle Leggi per i Rifugiati del Kenia.
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