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Un elevato numero di cittadini afghani non registrati si sta recando nei centri per il rimpatrio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Pakistan chiedendo assistenza per il ritorno a casa. Complessivamente il mese scorso sono rimpatriate 58.956 persone e ogni giorno molti altri raggiungono i centri dell’UNHCR.
Per gestire questo aumento di richieste, l’UNHCR ha aperto un nuovo centro per il rimpatrio nella provincia pakistana della frontiera nord-ovest (NWFP) e ha esteso l’orario di apertura. I due centri nella NWFP possono seguire 10mila persone al giorno, mentre il terzo centro in Balochistan può gestire circa 1.500 persone al giorno.
Lo scorso fine settimana si sono diffuse notizie erronee di scontri presso i centri dell’UNHCR per il rimpatrio volontario nella NWFP in Pakistan. In un caso, ad un uomo è stato sparato vicino al centro per il rimpatrio di Hayatabad. L’episodio tuttavia era dovuto a una faida personale e non era legato all’operazione di rimpatrio. Come misura precauzionale, il centro è rimasto chiuso per alcune ore, ma è stato riaperto il giorno seguente. In un altro caso, le notizie di scontri nel centro di rimpatrio di Jalozai si sono rivelate infondate.
Le condizioni sono comunque difficili poiché ogni giorno migliaia di persone affollano i centri per il rimpatrio sollecitati da una scadenza governativa che impone ai cittadini afghani non registrati che si trovano in Pakistan di rimpatriare entro il 15 aprile. Le autorità pakistane avevano precedentemente dichiarato che tutti gli afghani che non hanno preso parte all’operazione di registrazione che ha avuto luogo tra l’ottobre 2006 e il febbraio 2007 - e che quindi non dispongono del certificato di registrazione - sarebbero stati considerati immigrati illegali soggetti alle leggi nazionali. Essi sarebbero potuti rimpatriare con l’assistenza dell’UNHCR nel periodo tra il 1° marzo e il 15 aprile. Per ricevere un aiuto di 100 dollari una volta ritornati in Afghanistan, i rifugiati devono essere in grado di dimostrare che vivevano in Pakistan durante il periodo del censimento degli afghani in Pakistan del 2005.
Uno dei problemi di questa operazione è costituito dall’altro numero di falsi rifugiati che intasano la procedura cercando di ricevere l’assistenza. Per prevenire tali abusi, l’UNHCR e le autorità stanno conducendo accurate interviste e verifiche, tra cui il rilevamento delle impronte digitali e la scansione dell’iride.
Il rimpatrio volontario per i rifugiati registrati che dispongono dei certificati di registrazione comincerà dopo il 15 aprile. Tale certificato è valido per tre mesi, riconosce il portatore come cittadino afghano temporaneamente residente in Pakistan e, in linea di principio, gli garantisce la protezione temporanea in Pakistan fino alla fine del 2009. L’UNHCR e i governi di Pakistan e Afghanistan utilizzeranno i dati della registrazione per perseguire soluzioni durevoli per il resto della popolazione. Il rimpatrio volontario rappresenta la soluzione generalmente preferita, ma tutte le parti riconoscono che alcuni afghani che per diverse ragioni non saranno in grado di ritornare alle proprie case avranno bisogno di soluzioni alternative.
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