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23 marzo 2007

YEMEN: ANCORA VITTIME NEL GOLFO DI ADEN

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Nel corso degli ultimi sei giorni lo Yemen ha accolto più di 1.100 persone di nazionalità somala ed etiopica che hanno attraversato il golfo di Aden a bordo di navi di contrabbandieri salpate dal porto di Bosaso, in Somalia. In base alle ultime informazioni ricevute, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ritiene che almeno 28 persone abbiano perso la vita durante questi ultimi viaggi – per asfissia, percosse o annegamento – e che molte altre siano state gravemente picchiate dai trafficanti. Altre ancora sono affette da problemi della pelle a causa del prolungato contatto con l’acqua di mare, escrementi, gasolio o con altre sostanze chimiche. Durante la traversata ai passeggeri non è consentito muoversi.

Queste ultime tragedie nel golfo di Aden hanno avuto luogo durante e subito dopo una missione di cinque giorni in Yemen dell’Assistente Alto Commissario per la Protezione, Erika Feller, e del Direttore dell’UNHCR per il Medio Oriente e il Nord Africa, Radhouane Nouicer. Durante la loro visita, i funzionari hanno evidenziato le gravi difficoltà che lo Yemen sta affrontando ed hanno espresso l’impegno dell’UNHCR nel sensibilizzare la comunità internazionale sul problema, richiedere ulteriori finanziamenti, incoraggiare un intervento internazionale e attuare progetti che migliorino le condizioni di vita e l’autosufficienza dei rifugiati che si trovano nello Yemen. I due esponenti dell’Agenzia hanno anche convenuto di collaborare più strettamente con le autorità yemenite e di assicurare protezione e soluzioni durature a coloro che hanno bisogno di protezione e un ritorno in condizioni di sicurezza per coloro che invece non necessitano di protezione internazionale.

In base a quanto riferito dagli operatori dell’UNHCR in Yemen, lunedì mattina quattro imbarcazioni con a bordo oltre 500 persone sono giunte sulle coste yemenite. Almeno 25 persone sarebbero morte durante il viaggio. Ieri, quando gli operatori dell’UNHCR sono arrivati sulla spiaggia alcuni cadaveri erano già stati sepolti. Si è ancora in attesa di raccogliere informazioni più dettagliate dai sopravvissuti, la maggior parte dei quali è stata trasferita nel centro di accoglienza dell’UNHCR.

Il 17 marzo altre quattro barche sono arrivate da Bosaso trasportando un numero stimato di 624 persone. Sono state inizialmente avvistate dalle forze armate yemenite. Nel tentativo di distrarre le forze armate, i trafficanti hanno gettato 35 persone di nazionalità somala in mare ed hanno portato i rimanenti 215 passeggeri – molti dei quali con le mani legate – più vicino alla costa, dove li hanno costretti a sbarcare. Le forze yemenite sono riuscite a soccorrere i 35 soltanto due ore più tardi con un elicottero dell’esercito. Nel frattempo tutti i trafficanti erano scappati e almeno tre persone erano morte.

La Feller e Nouicer hanno elogiato lo Yemen per l’attegiamento positivo che dimostra nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo che approdano sulle coste del paese, nonstante le enormi pressioni che ne derivano, dal punto di vista socio-economico, politico e in materia di sicurezza.

Dal gennaio 2006 lo Yemen ha accolto quasi 30mila persone originarie di Somalia, Etiopia e altri paesi. In questo periodo, durante la pericolosa traversata, oltre 500 persone sono morte ed almeno 300 risultano disperse. L’UNHCR sostiene lo Yemen e fornisce assistenza ed alloggio agli oltre 100mila rifugiati che si trovano nel paese.

Lo Yemen aderisce alla Convenzione di Ginevra del 1951 ed al suo Protocollo del 1967 e ha aperto le sue porte a rifugiati e migranti che da anni giungono dalla Somalia e da altri paesi. Lo Yemen si è anche dimostrato molto paziente nell’attendere un maggiore sostegno a riconoscimento della sua generosità, in uno spirito della condivisione degli oneri.




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