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2 marzo 2007
È ripreso nella giornata di ieri, dopo la pausa invernale, il programma dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per il rimpatrio volontario dei cittadini afghani che si trovano in Pakistan. Il programma si basa ora anche su nuovi accordi legati all’operazione di registrazione – conclusa di recente - attraverso cui sono stati censiti più di 2,1 milioni di afghani in Pakistan.
Quest’anno i rimpatri assistiti avranno luogo in due fasi. Dal 1° marzo al 15 aprile, gli afghani che intendono far ritorno nel proprio paese con l’assistenza dell’UNHCR, ma che non si sono registrati - e quindi non hanno i documenti che certificano la loro registrazione (Proof of Registration, PoR) - potranno raggiungere i Centri di rimpatrio volontario dell’UNHCR in Pakistan dove, prima di rimpatriare, saranno sottoposti ad un test di verifica dell’iride. Il governo pakistano ha dichiarato che dopo il 15 aprile gli afghani sprovvisti di PoR saranno soggetti alle leggi del paese.
La seconda fase del rimpatrio assistito è rivolta agli afghani in possesso dei certificati di registrazione. Dal 16 aprile al 15 novembre coloro che desiderano ritornare in Afghanistan potranno farsi cancellare dalla banca dati della registrazione e invalidare i propri documenti PoR presso i Centri di rimpatrio volontario in Pakistan. Una volta passato il test dell’iride per verificare che non abbiano già beneficiato dell’assistenza dell’UNHCR, riceveranno il pacchetto di assistenza per il viaggio e per il rimpatrio presso un Centro di distribuzione in Afghanistan.
Dal 2002, quasi 2,9 milioni di afghani hanno fatto ritorno nel proprio paese dal Pakistan con l’assistenza dell’UNHCR. Il 2007 è il sesto anno della più vasta operazione di rimpatrio nella storia dell’Agenzia. Per quest’anno è previsto il rimpatrio di 250mila rifugiati afghani dal Pakistan e dall’Iran. L’operazione di rimpatrio volontario è in gran parte finanziata dalla Commissione Europea.