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6 febbraio 2009

RD DEL CONGO: RIMPATRI IN RWANDA E RIFUGIO IN UGANDA

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Un sempre maggiore numero di civili ruandesi stanno uscendo allo scoperto in varie aree remote dell’est della Repubblica Democratica del Congo nel tentativo di rimpatriare. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta mettendo a disposizione nuovi camion e sta aprendo un nuovo centro di transito a Bukavu, capitale della Provincia del Sud Kivu, che potrà ospitare fino a 500 persone.

Il team dell’UNHCR a Bukavu prevede di rimpatriare oggi più di 200 civili a Nyagatare, un campo di accoglienza a Cyangugu, in Rwanda. In giornata altri 280 civili arriveranno a Bukavu da Hombo, a circa 400 km a nord. L’UNHCR sta trasferendo da Hombo tra i 200 e i 250 civili ruandesi al giorno. Le pessime condizioni delle strade fanno sì che i camion impieghino più di 10 ore a raggiungere Bukavu.

I civili ruandesi, soprattutto donne e bambini, starebbero tornando a casa spontaneamente. Secondo alcuni di loro, i loro capi avrebbero detto che era giunto il momento di tornare a casa. Sono generalmente in buona salute, anche se visibilmente stanchi dopo i lunghi tragitti a piedi e i viaggi in camion dai vari luoghi di aggregazione dell’UNHCR a Bukavu.

I civili fuggono con molta probabilità dagli scontri causati dall’offensiva militare congiunta DI Rwanda e Congo contro le FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda) che si sono ulteriormente inaspriti negli ultimi giorni. Finora quest’anno i team dell’UNHCR nelle Province del Sud e Nord Kivu hanno aiutato 1.417 civili ruandesi a tornare a casa. Ci si aspetta ora il rimpatrio di altre migliaia di civili ruandesi, alcuni dei quali erano fuggiti nella RD del Congo dopo il genocidio ruandese del 1994.

Molti dei rimpatriati assistiti da Bukavu arrivano da Walikale, un territorio nella vicina Provincia di Nord Kivu, in cui c’è una forte presenza di ribelli delle FDLR. Alcuni affermano di aver camminato per due giorni dai loro villaggi per raggiungere uno dei sei luoghi di aggregazione organizzati dall’UNHCR nel Sud Kivu. Centinaia di altri civili ruandesi stanno aspettando i trasporti dell’UNHCR.

Gli ex combattenti delle FDLR che vogliono rimpatriare si stanno presentando alla missione di pace ONU MONUC che è anche responsabile del loro disarmo, smobilitazione, rimpatrio e reintegro.

Intanto in Uganda l’UNHCR ha cominciato il trasferimento del primo gruppo di 594 rifugiati congolesi dal centro di transito di Matanda, vicino alla città di Ishasha, al confine tra Uganda e RD del Congo, all’insediamento di Kyangwali, 420 km a nord-est. Dopo che il centro di Nakivale ha raggiunto la sua capacità massima di 42.200 rifugiati, il governo ugandese ha designato Kyangwali come nuova area di insediamento per i nuovi rifugiati congolesi in arrivo.

Ci vogliono più di 10 ore per raggiungere Kyangwali, un vecchio insediamento con la capacità di ospitare 23.000 persone. Attualmente ci sono circa 13.500 rifugiati – 7.600 congolesi e 5.700 sudanesi. L’UNHCR cercherà di trasferire la maggior parte degli 8.000 rifugiati attualmente a Matanda nelle prossime otto settimane. Sono in programma due convogli a settimana, ognuno dei quali trasporterà circa 600 rifugiati a Kyangwali.

In media ogni settimana arrivano in Uganda 1.200 congolesi; l’UNHCR ne ha registrati 4.800 a gennaio. La maggior parte sono donne e bambini fuggiti dalle aree di Buganza, Nyamirima e Ishasha, nella Provincia del Nord Kivu, nella vicina RD del Congo. Dallo scorso agosto circa 41.000 hanno attraversato il confine con l’Uganda, dove l’UNHCR organizza il loro trasporto fino al centro di transito più vicino. L’UNHCR assiste in Uganda più di 155.000 rifugiati.




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