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13 febbraio 2009

KENYA: I MEDICI ARGINANO L’EPIDEMIA DI COLERA NEL CAMPO DI DADAAB

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E’ scoppiata un’epidemia di colera a Hagadera, uno dei tre siti che compongono l’esteso e sovraffollato campo di Dadaab nel Kenya nord-orientale. Finora sono stati accertati 14 casi, la maggior parte dei quali bambini, tra cui un bimbo rifugiato arrivato recentemente dalla Somalia. Il primo caso è stato accertato il 29 gennaio scorso.

Un team di sei medici specialisti del Ministero della Salute del Kenya, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), dell’International Rescue Committee (IRC) e del Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) è stato immediatamente inviato a Dadaab da Nairobi per dare ulteriore supporto ai medici del campo e per occuparsi dei 14 malati.

Secondo un rapporto ricevuto stamattina da Dadaab, un bambino di 3 anni sarebbe morto. La maggior parte degli altri casi sono stati ricoverati e dimessi. Un bambino di 18 mesi è in condizioni stabili all’ospedale di Hagadera.

Hagadera è il più grande dei tre insediamenti dell’enorme campo di Dadaab, che attualmente ospita quasi 250.000 rifugiati ed è uno dei campi rifugiati più grandi del mondo. Hagadera stesso è stato progettato per dare alloggio a 30.000 persone, ma ora ospita circa 100.000 rifugiati, quindi le scorte di acqua e i servizi sanitari sono al limite. I dottori del campo dicono che la situazione di sovraffollamento nell’insediamento sta provocando gravi problemi sanitari.

Il campo di Dadaab continua ad accogliere migliaia di richiedenti asilo dalla Somalia. Solo quest’anno più di 8.000 sono arrivati al campo in cerca di rifugio. L’UNHCR e i suoi partner trovano sempre più difficile fornire servizi ai rifugiati a causa della congestione del campo. Le scorte di acqua sono insufficienti per soddisfare le necessità dei nuovi arrivati, inoltre non c’è abbastanza posto per costruire altre latrine nel rispetto delle norme igieniche di base che prevedono una distanza di almeno 6 metri dalle cucine. Come risultato del sovraffollamento alcuni rifugiati si sono sistemati all’esterno del campo, dove non ci sono affatto servizi igienici.

La scorsa settimana il vice Alto Commissario L. Craig Johnstone ha accolto l’impegno preso dal governo kenyota di mettere a disposizioni ulteriori terreni nella zona nord-orientale del Paese per edificare nuovi campi e decongestionare il complesso di Dadaab.




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