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17 marzo 2009

ALGERIA: MISSIONE DEI DONATORI NEI CAMPI DI RIFUGIATI SAHARAWI

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Domani i rappresentanti dei Paesi donatori e i partner non governativi, accompagnati dallo staff dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e del Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP), inizieranno una missione di tre giorni nei campi di rifugiati saharawi, nell’Algeria occidentale, per verificare di persona la situazione ed accertare le condizioni generali dei rifugiati. Alla visita, che si svolgerà in due dei quattro campi di rifugiati, parteciperà una delegazione di ambasciatori e diplomatici di oltre 19 Paesi, tra cui Brasile, Francia, Indonesia, Italia, Svizzera, Sudafrica, Spagna, Nigeria e Stati Uniti, come anche alcuni rappresentanti dell’Ufficio per gli Aiuti Umanitari della Commissione Europea (ECHO). La delegazione incontrerà i beneficiari, i leader dei rifugiati e le autorità algerine.

Alla fine del mese si recheranno nei campi anche alcuni nutrizionisti dell’UNHCR e del PAM per verificare le condizioni dei rifugiati più vulnerabili e per valutare gli attuali programmi e prassi. Lo scopo è quello di migliorare la situazione nutrizionale dei rifugiati e ridurre l’incidenza dell’anemia sui più vulnerabili. La missione servirà anche a decidere se inserire nel programma di assistenza ulteriori alimenti ad alto contenuto nutrizionale, specificamente destinati a bambini e donne in gravidanza o allattamento. Bisognerà anche valutare se i rifugiati accetteranno questi nuovi alimenti.

Le ultime indagini, condotte nel 2008 da Medecins du Monde (MDM) e PAM in coordinamento con l’UNHCR, hanno concluso che nei campi c’era una diffusa malnutrizione: il 61% dei bambini e il 66% delle donne in gravidanza soffrivano di anemia. Questi accertamenti hanno inoltre mostrato che il 55% delle donne sono anemiche, cosa che potrebbe causare una deficienza globale di micronutrienti in tutta la popolazione. Le agenzie umanitarie e le organizzazioni non governative stanno adottando misure efficaci per far fronte a queste carenze. Oltre alle 125.000 razioni alimentari distribuite dal PAM, l’UNHCR fornisce prodotti alimentari aggiuntivi. Nel 2008 durante il mese del Ramadan l’UNHCR ha distribuito scorte aggiuntive di alimenti freschi, carne di cammello e prodotti caseari per migliorare la condizione nutritiva dei beneficiari. Nei campi è stata promossa la creazione di orti. La distribuzione dell’acqua è stata potenziata grazie a un nuovo sistema di tubature, mentre precedentemente veniva trasportata con i camion.

L’UNHCR interviene anche in progetti per acqua e la sanità, per l’ampliamento della fornitura idrica, il trasporto dell’acqua, la cura della salute e per lo sviluppo di centri di formazione professionale per donne e giovani rifugiati.

Per affrontare gli alti tassi di anemia il PAM ha avviato programmi di alimentazione supplementare e di alimentazione scolastica: miglioramento della distribuzione, alimenti frullati per bambini malnutriti, donne in gravidanza e in allattamento e merende a metà giornata per i bambini della scuola primaria.

Il PAM sta anche lavorando per diversificare il paniere alimentare primario, includendo l’orzo nel 2008 e il riso nel 2009. La pasta è stata distribuita per i mesi da gennaio a marzo 2009 grazie al contributo economico italiano. Un progetto complementare con fondi spagnoli permetterà l’introduzione del “gofio”, farina di granoturco tostata, da maggio 2009. Tutti questi alimenti fanno parte della tradizionale dieta dei rifugiati del Sahara occidentale.

Negli ultimi 5 anni le donazioni sono state incostanti e nel 2008 l’UNHCR ha ricevuto solo il 39% del budget previsto, con un ulteriore calo rispetto al 2007. Entrambe le agenzie hanno bisogno di fondi supplementari per il 2009.

Il PAM e l’UNHCR lavorano a stretto contatto per evidenziare la terribile condizione dei rifugiati organizzando visite dei donatori e missioni di accertamento delle necessità.

I rifugiati saharawi hanno iniziato ad arrivare in Algeria a metà degli anni settanta. L’UNHCR fornisce loro assistenza sin dal primo afflusso nell’area di Tindouf, tra il 1975 e il 1976, mentre il PAM offre assistenza alimentare dal 1986.




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