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3 aprile 2009

THAILANDIA: INDAGINE SU UN EPISODIO DI PRESUNTO MALTRATTAMENTO

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha chiesto al governo thailandese chiarimenti sulle accuse di maltrattamento ai danni di un uomo appartenente alla minoranza laotiana dei lao hmong. L’uomo, Joua Va Yang, residente nel campo di Huay Nam Khao, nella provincia di Petchabun nel nord della Thailandia, correrebbe il pericolo di essere deportato in Laos. Il campo ospita più di 5.000 lao hmong con i quali l’UNHCR non ha mai potuto avere alcun contatto.

Joua Va – che ha guidato un team di giornalisti della BBC nella giungla del Laos per documentare la terribile situazione della minoranza lao hmong nel 2004 – sarebbe ora nella prigione di Khao Kho a Petchabun con sua moglie e i suoi 4 figli. L’UNHCR ha chiesto al governo thailandese che venga rispettato il principio di non-refoulement, secondo il quale nessun rifugiato o richiedente asilo deve essere costretto a rimpatriare contro la sua volontà in un Paese in cui rischia di incorrere in persecuzioni.

L’UNHCR continua a fare pressioni sul governo thailandese affinché riesamini lo status dei lao hmong nel Paese in modo equo e trasparente, basandosi sulle norme riconosciute dalla comunità internazionale. La mancanza di trasparenza sul caso della minoranza lao hmong a Patchabun tende a minare la fiducia che si ripone nell’impegno della Thailandia di assicurare che i princìpi internazionali siano rispettati.

I lao hmong hanno iniziato ad arrivare numerosi nel campo di Huay Nam Khao a metà del 2005. Circa 2.000 di loro sono tornati a casa da quando la Thailandia ha iniziato a rimpatriarli nel febbraio 2007. L’UNHCR ribadisce la sua volontà di aiutare il governo thailandese nel cercare soluzioni per questo gruppo, rendendosi anche disponibile a svolgere il suo tradizionale ruolo di assistenza ai rimpatri volontari.




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