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3 aprile 2009

KENYA: RIMPATRIO FORZATO DI RICHIEDENTI ASILO SOMALI

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per i crescenti rimpatri forzati di richiedenti asilo somali da parte del governo kenyota. Mercoledì 31 marzo, 31 richiedenti asilo, fra i quali 9 uomini, 8 donne e 14 bambini che si stavano recando in autobus nei campi per rifugiati di Dadaab, sono stati costretti a rimpatriare in Somalia. Secondo un funzionario governativo i militari avrebbero intercettato l’autobus e portato i richiedenti asilo alla centrale di polizia di Dadaab, scortando in seguito l’autobus a Dobley, un centro vicino al confine con la Somalia.

Alla richiesta di intervento, l’UNHCR è stato informato che polizia e militari continuano a rimpatriare forzatamente i richiedenti asilo in Somalia perché così è stato loro ordinato dalle autorità del Quartier Generale Provinciale di Garissa.

Secondo la polizia di Dadaab un incidente simile sarebbe già avvenuto il 23 marzo quando 61 richiedenti asilo, fra i quali 25 donne, 22 uomini e 14 bambini sono stati arrestati dai militari, portati alla centrale di polizia di Dadaab e poi riportati a Liboi. Anche a gennaio tre richiedenti asilo erano stati costretti dalle autorità kenyote a rimpatriare in Somalia.

L’UNHCR si è fatto portavoce della denuncia di questi atti inviando un reclamo formale al Ministro dell’Immigrazione e della Registrazione. Ciò nonostante, si teme non sia stata intrapresa alcuna azione. L’UNHCR ribadisce che il governo kenyota deve aderire e rispettare in pieno il patto di non-refoulement, come sancito dalla Legge kenyota sui Rifugiati e dal Diritto Internazionale, con particolare riguardo ai richiedenti asilo somali.




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