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17 aprile 2009

RD DEL CONGO: RWANDA E UNHCR AFFRONTANO IL PROBLEMA DEI RIMPATRI



L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime soddisfazione per la volontà dei governi della Repubblica Democratica del Congo e del Rwanda di far ritornare a casa i loro cittadini attualmente rifugiati nei rispettivi Paesi. I funzionari dei due Paesi si sono incontrati a Goma nella zona orientale della RD del Congo per discutere dei primi passi per il rimpatrio dei loro cittadini, che secondo le stime sono più di 150.000. L’incontro tripartito della durata di due giorni, conclusosi ieri, è stato assistito dall’UNHCR.

Secondo le autorità congolesi , sono circa 100.000 i ruandesi che vivono nella zona orientale della RD del Congo dal 1994, dopo il genocidio che causò quasi un milione di morti. I congolesi che vivono al momento in Rwanda sono fuggiti dai successivi conflitti che hanno tormentato la zona orientale dal 1996.

I successivi ripetuti attacchi sferrati poi da gruppi armati nella zona orientale della RD del Congo hanno costretto migliaia di congolesi all’esilio.  Comunque, la stragrande maggioranza, circa un milione  e 400mila, sono sfollati interni nella regione e sopravvivono grazie agli aiuti umanitari.

Sia la RD del Congo che il Rwanda si sono dimostrati disposti ad affrontare questo compito impegnativo, soprattutto nel Nord Kivu, dove vive la maggioranza dei congolesi fuggita da vecchi e nuovi conflitti. Le persistenti ostilità rappresentano una minaccia per i congolesi in Rwanda.  Secondo una stima della fine dello scorso anno circa l’83% dei 53.000 congolesi in Rwanda ha espresso il desiderio di tornare a casa.  Vorrebbero in ogni modo che prima di tutto il governo della RD del Congo ponesse fine ai perenni problemi di sicurezza nelle aree di rimpatrio nel Nord Kivu.

Durante l’incontro è stato chiesto alla RD del Congo di migliorare le condizioni di sicurezza e di vita nelle aree interessate per garantire ritorni sostenibili. Le condizioni di sicurezza nel Nord Kivu sono peggiorate dall’inizio del 2009 per i sempre più numerosi attacchi contro i civili sferrati dalle Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR). Le rappresaglie del gruppo ribelle Hutu hanno messo in fuga oltre 160.000 persone negli ultimi tre mesi.

L’incontro ha inoltre portato a un accordo per identificare rapidamente i ruandesi nella zona orientale della RD del Congo, la maggioranza dei quali è fuggita in aree boschive inaccessibili durante le operazioni militari congiunte di RD del Congo e Rwanda nel Nord Kivu a gennaio, ma che ora sta pian piano facendo ritorno nei villaggi di origine.

Da gennaio 2009 l’UNHCR ha assistito il rimpatrio di circa 5.000 ruandesi. L’UNHCR provvede a portarli ai centri di transito e poi a casa e alla distribuzione di aiuti non alimentari come coperte, materassini e set da cucina. L’UNHCR sta rafforzando la sua presenza a Masisi, Kitchanga e Lubero, a nord di Goma, per poter raggiungere meglio e assistere gli sfollati interni e i rimpatriati.