Progetto Asylon

Il vino a sostegno dei rifugiati. Scarica la brochure

Way to Escape

Scopri i rischi che affronta un rifugiato in fuga. Partecipa a Way to Escape!

Buone prassi Praesidium

Clicca qui per scaricare la racolta di buone prassi relative al progetto Praesidium

Sostieni i RIFUGIATI diventa un ANGELO

Con una piccola donazione mensile, contribuisci a sostenere progetti di emergenza o di sviluppo dell'UNHCR. 

Posizione UNHCR Libia

Consulta le considerazioni UNHCR riguardanti la protezione delle persone in fuga dalla Libia.

Popoli in fuga

Il blog di Laura Boldrini, portavoce dell'UNHCR, su repubblica.it

Rapporto annuale 2010

Scarica il rapporto 2010 in formato PDF

Sei in: Notizie / Aggiornamenti / Mondo

24 aprile 2009

RD DEL CONGO: DETERIORAMENTO DELLA SITUAZIONE UMANITARIA

Share |


Cresce la preoccupazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per il deteriorarsi della situazione umanitaria nella RD del Congo orientale. I civili congolesi continuano a fuggire dalle loro case per timore di rappresaglie da parte della milizia ribelle Hutu, le cosiddette Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR). Si stima che negli ultimi due mesi siano stati oltre 100.000 i civili fuggiti da questi attacchi.

Nel villaggio di Luofo, a circa 170 km da Goma, capitale della tormentata Provincia del Nord Kivu, le FDLR hanno rinnovato le loro minacce contro le comunità locali. Secondo le autorità governative locali, i ribelli delle FDLR stanno conducendo una campagna di terrore porta a porta, minacciando tutti quelli a cui fanno visita con un sinistro: “Morirete tutti”.

I ribelli delle FDLR hanno già attaccato Luofo e Kasiki il 17 e il 18 aprile, uccidendo molte persone, anche bambini, e dando alle fiamme più di 365 case. La popolazione di Luofo si rifiuta di lasciare il villaggio e ha chiesto protezione e assistenza umanitaria.

Nella vicina città di Lubero e nei villaggi circostanti la situazione delle migliaia di sfollati interni si sta rapidamente deteriorando. Gli sfollati non hanno ricevuto sufficiente assistenza da quando hanno iniziato ad arrivare due mesi fa. I malati hanno immediato bisogno di assistenza medica; almeno tre sono morti negli ultimi giorni per fame e malattie.

La situazione delle famiglie locali che ospitano alcuni degli sfollati sta diventando molto precaria poiché stanno terminando le scorte di cibo e non riescono più ad occuparsi di altre persone. Gli aiuti distribuiti ai nuovi sfollati interni registrati includono kit igienici per le donne, taniche, tazze, sapone, catini di plastica e zanzariere.

Circa 2.300 sfollati interni, tra cui 570 nuovi arrivati dal villaggio di Kasuo, a circa 45 km a ovest di Lubero, hanno ricevuto alcuni aiuti che soddisfano però in minima parte le loro necessità. Le operazioni umanitarie dell’UNHCR nella RD del Congo orientale sono continuamente ostacolate dal vuoto legislativo generale e dall’insicurezza. Ci sono poi enormi sfide logistiche causate dalla collocazione remota dell’area.

Le FDLR hanno intensificato le loro rappresaglie contri i civili nel Nord Kivu dopo che a metà febbraio i militari congolesi e ruandesi hanno concluso la loro offensiva congiunta contro il gruppo ribelle. Sono stati presi di mira anche convogli umanitari, organizzazioni non governative e traffici commerciali.

Cresce intanto anche la tensione tra la popolazione locale e gli sfollati alloggiati nel sito provvisorio di Kiwanja, vicino a Rutshuru, circa 80 km a nord di Goma. Nelle ultime settimane i residenti locali hanno aggredito molti sfollati, saccheggiato le loro proprietà e distrutto le loro case. Anche se non si sono registrate vittime, una donna e un ragazzo sono stati curati per ferite lievi riportate durante gli scontri. La polizia locale, con l’aiuto delle truppe ONU, ha sedato i disordini in breve tempo.

Alcuni residenti locali accusano gli sfollati di collaborare con quelli che ritengono criminali. Gli sfollati negano con forza queste accuse ritenendosi vittime di odio etnico e intolleranza.

L’UNHCR rivolge continuamente appelli alle comunità ospitanti affinché continuino ad essere tolleranti e a rispettare i diritti degli sfollati in cerca di sicurezza e rifugio dalla violenza. Il sito ospita almeno 11.100 sfollati.

L’UNHCR e altri gruppi umanitari nell’area hanno distribuito teli di plastica per permettere alle famiglie di ricostruire i loro alloggi distrutti.

In novembre, all’apice del conflitto, i ribelli guidati da Laurent Nkunda hanno distrutto e dato alle fiamme sei siti dell’UNHCR intorno a Rutshuru. Gli sfollati di Kiwanja sono parte di quegli oltre 50.000 costretti a lasciare i campi distrutti.

Quella di Rutshuru è una delle aree maggiormente colpite dalla crisi nella Provincia del Nord Kivu, che ha causato almeno un milione di sfollati interni costretti a fuggire da una serie di conflitti iniziati nel 2006.




Dona online

Restaci vicino! Iscriviti alla e-newsletter




autorizzazione al trattamento dei dati
 
  RSS