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18 agosto 2008
La prossima settimana l’Alto Commissario António Guterres si recherà in Georgia e nella Federazione Russa per monitorare le operazioni umanitarie dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in entrambi i paesi e per discutere con i due governi riguardo ad eventuali ulteriori aiuti di cui possano avere bisogno. Guterres continuerà a insistere sulla protezione della popolazione civile, soprattutto degli sfollati, e sull’accesso delle agenzie umanitarie alle zone colpite dagli scontri.
Il terzo volo di aiuti umanitari destinati alla Georgia dell’UNHCR di questa settimana dovrebbe decollare oggi da Copenaghen alla volta di Tiblisi con più di 38 tonnellate di taniche, coperte, set da cucina e materiali per le telecomunicazioni a bordo. Due voli precedenti erano partiti dai magazzini di Dubai martedì e ieri, 14 agosto. Con il volo di oggi l’UNHCR avrà consegnato più di 100 tonnellate di aiuti umanitari in questa settimana, abbastanza per più di 50mila persone. Oltre agli aiuti inviati via per aerea per incrementare le scorte già presenti in Georgia, l’ufficio dell’UNHCR a Tblisi ha dato il via all’acquisto in loco di vari articoli non alimentari.
Martedì e mercoledì della prossima settimana l’UNHCR invieràdue voli a Vladikavkaz, nella Federazione Russa, a seguito della risposta positiva da parte delle autorità russe all’offerta di aiuto dell’Alto Commissario. L’UNHCR ha un ufficio a Vladikavkaz, nell’Ossezia del Nord, che fornirà assistenza ai partner russi per quanto riguarda l’arrivo delle scorte.
L’UNHCR ha 6 uffici in Georgia che lavoravano già per le circa 275mila persone che erano fuggite dalle proprie case negli anni passati. L’Agenzia sta andando avanti rapidamente con i piani per la distribuzione dell’assistenza ai nuovi sfollati e rifugiati nel più breve tempo possibile. Le prime scorte sono state consegnate a circa 2.000 persone nella capitale e nei suoi dintorni. Tende e altri articoli sono già stati distribuiti precedentemente a Gori e un totale di 20 squadre dell’UNHCR sono state inviate in tutta la Georgia per fare una stima dei bisogni principali.
Una missione d’emergenza dell’UNHCR formata da 10 esperti è stata inviata nel Caucaso. Con questo squadra il numero degli operatori dell’UNHCR in Georgia sale a più di 50.
La sicurezza rimane comunque una fonte di preoccupazione in alcune aree. Ieri (giovedì) ad esempio, una squadra dell’UNHCR incaricata della sicurezza che si stava recando a Gori è stata fermata a un posto di blocco da uomini armati e i loro due veicoli sono stati sequestrati. Non ci sono stati feriti e la squadra è stata raccolta da un veicolo di giornalisti ed è tornata a Tblisi. Più tardi le autorità di Gori hanno ritrovato i due veicoli.
L’importanza di un corridoio sicuro per le vittime del conflitto è stata sottolineata negli ultimi due giorni da un’operazione dell’UNHCR nella Georgia occidentale che è terminata questa mattina. All’inizio della settimana centinaia di civili georgiani avevano richiesto l’aiuto dell’UNHCR dopo essere fuggiti dalle loro case nella Valle del Khodori, nella regione georgiana separatista dell’Abkhazia. I civili avevano paura di attraversare i posti di blocco militari e hanno richiesto all’ufficio dell’UNHCR di Zugdidi di essere scortati fino a un luogo sicuro. In tutto 732 persone spaventate sono state scortate dagli operatori dell’UNHCR con due convogli formati da veicoli privati, camion, autobus e autocarri dell’UNHCR che hanno viaggiato dal villaggio di Tchuberi, circa 80 km a nord di Zugdidi, fino alla città di Kutaisi. Il secondo convoglio ha raggiunto Kutaisi alle 3 di questa mattina e tutti sono arrivati sani e salvi, senza alcun episodio di violenza.
Il primo convoglio improvvisato, che comprendeva 541 persone e 40 tra veicoli privati, camion, autobus e autocarri dell’UNHCR, ha raggiunto mercoledì sera un centro d’accoglienza provvisorio attrezzato nello stadio di Zugdidi. Gli sfollati hanno ricevuto cibo, acqua e assistenza medica prima di proseguire per Kutaisi la notte stessa. Il secondo convoglio ha raggiunto Zugdidi ieri sera, portando altre 191 persone provenienti da Tchuberi. Il Ministero georgiano per i rifugiati e gli alloggi ha collaborato allo spostamento verso Kutaisi, dove ora gli sfollati si trovano in cinque centri d’accoglienza governativi. L’UNHCR non ha cessato di occuparsi di loro.
Le ultime stime relative ai civili costretti a fuggire a causa del conflitto parlano di 118mila persone e si basano sulle cifre fornite dai governi. I funzionari russi nell’Ossezia del Nud riferiscono che 30mila persone dell’Ossezia del Sud si trovano ancora nella Federazione Russa. Secondo i georgiani, almeno 15mila persone sono fuggite a sud, nella Georgia vera e propria, dall’Ossezia del Sud. Inoltre ci sono circa 73mila sfollati interni in Georgia, inclusa la maggior parte della popolazione di Gori, che si trova appena più a sud del confine con l’Ossezia del Sud.