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8 maggio 2009
Si estende lo scontro tra forze governative e miliziani e la gente approfitta della parziale abolizione del coprifuoco per trasferirsi in aree più sicure. Il governo provinciale stima che dalle 150.000 alle 200.000 persone siano già arrivate in aree più sicure della Provincia della Frontiera del Nord Ovest (NWFP) nei giorni scorsi; altre 300.000 sarebbero già in movimento o in procinto di partire.
Coloro che fuggono dall’ultima escalation delle ostilità nei ditretti di Lower Dir, Buner e Swat si aggiungono ad altri 555.000 pachistani che hanno abbandonato le loro case nelle aree tribali e nella Provincia della Frontiera del Nord Ovest a partire dall’agosto 2008 e che sono già state registrate dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (UNHCR) e dalle autorità della NWFP. La gran maggioranza dei primi arrivati – oltre 462.000 persone – sono in affitto o ospiti di famiglie locali. Altri 93.000 sono alloggiati in 11 campi gestiti dall’UNHCR, da altre agenzie umanitarie, da ONG, dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna Rossa.
I nuovi arrivi metteranno ulteriore pressione sulle risorse disponibili. Finora dal gruppo dei nuovi arrivati dai distretti di Buner, Dir e Swat sono state registrate più di 83.000 persone, fra questi quasi 5.000 si trovano in tre nuovi campi e oltre 78.000 sono in case in affitto o ospiti di famiglie. Prosegue in ogni modo la registrazione nei nuovi campi continua e le cifre salranno rapidamente. Ci sarebbero poi persone provenienti dal Buner in arrivo nei campi del Lower Dir. A Islamabad,Rawalpindi, Lahore e in altri centri urbani del Punjab, l’UNHCR ha registrato altre 40.000 persone in fuga principalmente dai distretti di Bajaur, Mohamnd e Swat nelle ultime due settimane.
Il campo di Jalala nel distretto di Mardan è uno dei tre campi aperti sei giorni fa in risposta all’ondata di persone in fuga dai combattimenti nei distretti di Buner e Lower Dir. Negli ultimi due giorni un numero crescente di famiglie provenienti dal distretto di Swat ha raggiunto il campo in risciò, in automobile, in piccoli camion e autobus.
La maggior parte non porta che poco più degli abiti.
Ieri i nuovi arrivati hanno riferito allo staff dell’UNHCRdi aver avuto difficoltà a trovare un mezzo di trasporto e di aver dovuto pagare prezzi esorbitanti per noleggiare un veicolo. Una delle venti famiglie provenienti da Buner ha detto di aver pagato 30.000 rupie per il viaggio da casa al campo. Un altro uomo di Minora, Swat, ha affrontato con la sua famiglia un viaggio straziante di sette ore per raggiungere la salvezza nel campo di Jalala. Ieri, quando è arrivato, era in lacrime.
Nell'ambito dell'intervento quadro delle Nazioni Unite, l’UNHCR ha aiutato ad erigere tre nuovi campi, inclusi i campi di Jalala e Shiekh Shehzad a Mardan e Yar Hussain nel distretto di Swabi. L’UNHCR sta aiutando la Mezzaluna Rossa pakistana ad aprire un quarto campo a Swabi. I progettisti dell’UNHCR stanno attualmente valutando la disponibilità di terreni per ulteriori campi nella regione già individuata dal governo. Contemporaneamente, in un’area più a sud nella MWFP, è in programma l'ampliamento del campo già esistente di Jalozai, Nowshera, che attualmente ospita circaù 48.000 persone che sono fuggite dalle zone tribali dall’agosto dello scorso anno.
La scorsa settimana l’UNHCR ha lavorato con il governo per aprire 12 centri di registrazione, sei nel distretto di Mardan, cinque nel distretto di Swabi e uno nel distretto di Charsadda. In ogni modo, visto il massiccio afflusso di persone, questo non basta. L’UNHCR sta esaminando con le autorità progetti per 75 centri nella regione per velocizzare la procedura di registrazione ed aumenterà il numero di snodi umanitari come elemento chiave della strategia per aiutare le persone che si trovano fuori dei campi.
Ieri è stato aperto un centro di accoglienza sulla Malakand Road a Jalala per dare cibo, acqua ed informazioni sui campi e sui centri di registrazione. E’ il primo dei quattro centri programmati sulle più importanti vie di afflusso per dare assistenza alle persone in arrivo nelle aree più sicure.
Presso i centri di accoglienza si stanno inoltre predisponendo servizi di assistenza medica e trasporto.
L’UNHCR sta rispondendo all’emergenza con articoli di prima necessità (tende, teli di plastica, secchi, taniche e set da cucina) per 100.000 persone, mentre sta predisponendo ulteriori aiuti per altre 200.000 persone.
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