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12 maggio 2009

AIUTI D’EMERGENZA DELL’UNHCR IN VOLO VERSO IL PAKISTAN

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Un Boeing 747 cargo con 120 tonnellate di aiuti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) destinati alle persone in fuga dagli scontri nel nord-ovest del Pakistan è partito questa mattina da Dubai e dovrebbe atterrare a Islamabad alle 15:15 ora locale (11:15 ora di Ginevra).

L’aereo noleggiato dall’UNHCR trasporta 10.000 zanzariere, 14.000 teli di plastica per i rifugi provvisori, 1.500 rotoli di plastica per innalzare mura e pannelli di separazione nei campi e due magazzini mobili che erano nei depositi centrali di Dubai. I nuovi aiuti saranno caricati su 7 camion e portati immediatamente al magazzino dell’UNHCR a Peshawar e verranno poi distribuiti presso i diversi siti che ospitano gli sfollati nella Provincia della Frontiera di Nord Ovest.

Il National Disaster Management Authority (NDMA) ha assistito il volo d’emergenza di oggi e anche la fornitura di ulteriori 10.000 tende all’UNHCR per le operazioni d’emergenza.

Gli aiuti in arrivo oggi via aerea serviranno a integrare i migliaia di articoli di emergenza come tende, set da cucina, taniche, materassini e coperte, già reperiti a livello locale o dai magazzini dell’UNHCR in Pakistan, che l’UNHCR sta già distribuendo insieme ai partner locali e alle autorità locali nell’ambito dell’intervento quadro delle Nazioni Unite.

Dal 2 maggio fino a ieri in tarda serata, le autorità con l’aiuto dell’UNHCR hanno formalmente registrato 501.496 sfollati della nuova ondata. Di questi nuovi arrivati 72.707 persone sono alloggiate nei campi e 428.789 presso parenti, amici o comunità ospitanti – tra cui anche molte famiglie locali che hanno aperto le porte delle loro case per accogliere le persone in fuga dagli scontri.

Le procedure di registrazione avvengono nei campi e in 38 punti di registrazione che sono stati istituiti dal Direttorato del Welfare Sociale con l’aiuto dell’UNHCR a Swabi, Mardan, Nowshera, Charsadda, Kohat e
Peshawar. E ogni giorno ne vengono istituiti di nuovi.

I campi di Mardan, Sheikh Yasin, Sheikh Shahzad e Jalala sono attualmente al massimo della loro capienza e le persone in arrivo vengono dirottate verso altri campi dove c’è ancora disponibilità, come quelli di Jalozai e Nowshera, o verso il sito di Shah Mansoor che è in procinto di aprire a Swabi. I progettisti UNHCR dei campi stanno accertando la disponibilità di ulteriori terreni per nuovi campi e stanno lavorando per migliorare le condizioni e la capienza dei campi già esistenti.

Inoltre oggi i team UNHCR presenti sul campo stanno controllando quali siano le condizioni di vita nelle centinaia di insediamenti spontanei sorti nei distretti di Mardan e Swabi – presso scuole, college, mulini, stadi, parchi, terreni privati e altri siti – per verificare quali siano le necessità più impellenti.

Secondo l’Alto Commissario António Guterres, la velocità e l’entità di questa crisi sta ponendo sfide enormi al governo e alle organizzazioni umanitarie. C’è la necessità urgente di ulteriori risorse e l’UNHCR lancia un appello affincé la solidarietà internazionale si metta in moto in aiuto dei pakistani sfollati. Come l’Alto Commissario ha fatto notare, i pakistani di questa regione sono stati per anni molto generosi con milioni di rifugiati afghani e ora che si trovano nella situazione di essere sfollati meritano l’aiuto di tutta la comunità internazionale.

Nell’ambito dell’intervento quadro delle Nazioni Unite, l’UNHCR sta provvedendo a fornire alloggi e altri beni di prima necessità all’ultima ondata di sfollati provenienti dai distretti di Swat, Buner e Basso Dir. L’UNHCR sta inoltre lavorando con il suo partner locale, l’International Rescue Committee (IRC), per assistere le autorità locali nella registrazione degli sfollati e ha istituito dei centri di accoglienza sulle vie principali che dall’area del conflitto portano a zone più sicure a Mardan e Swabi. Questi centri di accoglienza, gestiti dal partner locale dell’UNHCR, lo Sharad Rural Support Program (SRSP), provvedono a dare informazioni e trasporti verso i campi e altre aree a coloro che ne hanno bisogno. Cibo e acqua vengono forniti da cittadini privati e da organizzazioni locali.




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