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20 maggio 2009
Migliaia di sfollati continuano a raggiungere i campi e i centri di registrazione nel Pakistan nord-occidentale. Negli ultimi giorni nel campo di Jalozai, a Nowshera, sono arrivate circa 4.000 persone al giorno. In media sono stati registrati giornalmente 100.000 sfollati negli 89 centri di registrazione istituti nei distretti di Mardan, Swabi, Nowshera, Peshawar, Kohat e Charsadda, nella Provincia di Frontiera del Nord Ovest (NWFP). Data la notizia di un imminente arrivo di altre migliaia di persone nei distretti di Abottabad, Manshera e Haripur, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha in programma di assistere la realizzazione di nuovi centri di registrazione per garantire agli sfollati un accesso più veloce possibile all’assistenza.
Il numero totale di nuovi sfollati in fuga dai distretti di Swat, di Lower Dir e di Buner che sono stati registrati questo mese è di quasi un milione e mezzo (1.454.377). Di questi circa 131.000 sono sistemati in campi, più di un milione e 300.000 (1.323.427) sono ospitati in alloggi privati di famiglie locali o amici, altri si trovano nelle scuole. Queste persone vanno a sommarsi a un altro mezzo milione (553.916) di sfollati registrati nella NWFP che erano fuggiti da altre zone del nord-ovest, anche da aree tribali, nel corso di vari mesi a partire dall’agosto 2008.
Date la velocità e l’entità del nuovo flusso, il Ministero del Welfare della NWFP, con l’aiuto dell’UNHCR, sta programmando un’operazione di registrazione accelerata in modo da garantire assistenza agli sfollati. L’UNHCR sta discutendo con l’Unità di Crisi, il Ministero del Welfare del governo della NWFP e la National Database and Registration Authority (NADRA) per approntare un’operazione di controllo incrociato e di verifica dei dati in una fase successiva. Questo servirà a trovare registrazioni multiple e incongruenze e ad eliminare dal database i nominativi degli sfollati arrivati con il precedente flusso che potrebbero essere già tornati a casa, come nel caso del Bajaur. Molte persone non hanno documenti con sé a causa della fretta con cui sono dovute fuggire.
La maggior parte dei 15 campi edificati questo mese in risposta al nuovo flusso sono già pieni. C’è urgente necessità di individuare nuovi terreni e organizzare altri campi. Nel distretto di Swabi i team dell’UNHCR stanno approntando un terreno adiacente al campo di Shah Mansoor, gestito dalla Mezzaluna Rossa pakistana, che attualmente ospita 10.500 persone. Sono state montate le tende, è stato eretto un magazzino mobile e altri aiuti verranno portati al sito oggi in modo da essere pronti ad accogliere altre persone.
In altre zone nel distretto di Swabi, secondo i team dell’UNHCR nel campo di Yar Hussein sono in aumento gli arrivi di donne sole con prole. I loro mariti sarebbero rimasti nei villaggi per prendersi cura del bestiame e del raccolto. Il campo ospita attualmente 5.500 sfollati. Le alte temperature stanno aggravando le condizioni di vita nei campi, specialmente per i bambini. L’UNHCR sta reperendo urgentemente materiali che possano essere usati per fare ombra e alleviare i disagi del caldo sopportati dalla popolazione sfollata nei campi.
Nel distretto di Mardan, i team dell’UNHCR hanno individuato 457 scuole dove stanno trovando rifugio migliaia di sfollati. Ieri è iniziata la distribuzione di aiuti alle persone alloggiate nelle scuole, che proseguirà anche oggi e nei prossimi giorni. Oggi i team dell’UNHCR stanno effettuando delle verifiche negli insediamenti spontanei nati intorno a Mardan per poter rispondere meglio alle necessità degli sfollati.
Nel prossimo futuro l’UNHCR ha in programma di estendere la sua assistenza anche agli sfollati ospitati da famiglie locali e si sta già procurando ccon urgenza ulteriori aiuti. Gli sfollati non hanno i mezzi per pagare un affitto e, a Swabi e Mardan in particolare, le famiglie ospitanti sono ormai al limite della loro capacità di accoglienza a causa del continuo flusso di nuovi arrivi. Di qui la necessità di individuare nuovi siti e organizzare altri campi.
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