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12 agosto 2008
Alla vigilia della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni nel Mondo, il 9 agosto, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) punta l’attenzione sulle condizioni dei gruppi indigeni a rischio di violenze e di spostamenti forzati in Colombia.
Ci sono circa un milione di indigeni in Colombia, appartenenti ad oltre 80 differenti gruppi indiano-americani che parlano oltre 60 lingue diverse. Quasi tutti questi gruppi sono stati vittime di spostamenti forzati o corrono il rischio di doversi spostare a causa del conflitto armato interno. Secondo l’associazione nazionale degli indigeni in Colombia (ONIC), 18 dei gruppi più piccoli rischiano di estinguersi del tutto.
Ogni anno, in media dai 10mila ai 20mila indigeni vengono registrati dalle autorità locali dopo che sono stati costretti a scappare dalla loro terra. Secondo le stime dell’ONIC, il numero potrebbe essere molto più elevato dal momento che molti indigeni non hanno accesso alla registrazione – o perché vivono in aree molto remote o perché non parlano spagnolo e non conoscono il sistema nazionale di registrazione.
I numeri danno solo una vaga idea dell’impatto devastante che lo spostamento forzato sta avendo sulle comunità indigene in Colombia, la cui sopravvivenza economica, sociale e culturale dipende dai legami molto stretti con la loro terra ancestrale. In molti casi, l’abbandono del loro territorio e il trasferimento nelle città, ambiente a loro del tutto estraneo, mettono in pericolo la sopravvivenza stessa del gruppo e dei suoi membri.
Ma se lo spostamento forzato è spesso una tragedia, è anche un diritto fondamentale. L’UNHCR è molto preoccupato per il destino di parecchie comunità indigene che vivono in situazioni di prigionia o semiprigionia. Questo è avvenuto quest’anno con la comunità degli Awa, nella regione di Narino, nel sud, con gli indiani Nukak e Guyabero nella regione Guaviare e con parecchi gruppi nella regione del Pacifico di Chocò.
L’UNHCR aiuta le comunità indigene nelle aree ad alto rischio della Colombia e le assiste nel rifarsi una vita quando sono costrette a sfollare. L’intervento dell’UNHCR va dalla “protezione con la presenza” nelle zone di conflitto alle campagne di documentazione ed ai progetti riguardanti l’istruzione ed il sistema sanitario. In tutti i casi l’UNHCR lavora con un approccio collaborativo che cerca di incrementare la partecipazione della comunità coinvolta e in maniera congiunta con i suoi partner e il governo colombiano.
L’UNHCR assiste anche i rifugiati indigeni nei Paesi vicini come Panama, Ecuador, Venezuela e Brasile, seguendo una strategia regionale per meglio affrontare le specifiche necessità dei popoli indigeni in esilio. Per saperne di più sui popoli indigeni in Colombia e per ulteriori informazioni sui programmi dell’UNHCR che li vedono come beneficiari, visitare il sito www.unhcr.org o il sito in lingua spagnola www.acnur.org.