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26 maggio 2009
Migliaia di pakistani continuano a fuggire dal teatro degli scontri fra forze governative e miliziani cercando rifugio nei distretti di Mardan, Charsadda, Swabi e Nowshera della Provincia di Frontiera del Nord Ovest (NWFP). In questi distretti ogni giorno vengono registrate in media circa 18.000 famiglie, per un totale di circa 126.000 persone.
Secondo le autorità governative della provincia, dal 2 maggio scorso gli sfollati provenienti dai distretti di Swat, Lower Dir e Buner registrati con la procedura accelerata sono saliti a oltre 2 milioni e 380 mila. Queste stime verranno comunque verificate in un secondo momento attraverso un controllo incrociato e la cifra potrebbe variare.
Il governo federale e le autorità della provincia stanno discutendo sulle modalità con cui registrare e dare assistenza alle persone sfollate al di fuori della NWFP.
A quanto viene riferito, molte persone sarebbero ancora bloccate nelle aree di conflitto. Il coprifuoco lascia solo poche ore di libertà di movimento e in quei momenti le strade si riempiono rapidamente di persone che si affrettano a scappare. Secondo le persone in fuga dall’area, il costo del biglietto dell’autobus da Mingora, nel Distretto di Swat, alla città di Mardan è triplicato (da 2.000 rupie/24 dollari a 6.000 rupie/74 dollari).
Per le persone ormai al sicuro nei campi, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta lavorando con le autorità governative per creare aree comuni in ombra separate per uomini e donne nei campi di Jalala, Sheikh Yaseen, Sheikh Shazad e Yar Hussein, in modo da garantire che ci siano delle zone fresche. Per esempio a Sheikh Shazad sono state create 14 aree comuni in ombra, metà per gli uomini e metà per le donne. Nei settori in cui c’è già l’energia elettrica, sono stati installati condizionatori ad acqua e tre altri punti con prese di corrente per ventilatori, luci e caricabatterie come quelle dei cellulari. Intanto proseguono i lavori delle autorità locali per ampliare la fornitura di energia elettrica nei campi.
L’UNHCR, in collaborazione con il suo partner, il Communal Development Programme (CDP), ha cominciato a distribuire mattoni a tutte le famiglie affinché possano costruirsi cucine private nei campi di Yar Hussain, Jalala, Sheikh Yaseen, Sheikh Shazad e Jalozai. Questo permetterà agli sfollati di cucinare i loro pasti con le scorte alimentari fornite dal Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP). Finora il governo ha distribuito pasti cucinati tramite fornitori privati.
Allo stesso tempo l’UNHCR continua a registrare molti atti di generosità da parte della comunità pakistana nei confronti dei suoi concittadini. Per esempio, nel campo di Jalozai, che dal 2 maggio scorso ospita altri 50.200 sfollati, un donatore privato ha fornito pacchi di farina, zucchero, spezie, tè, legumi e sciroppi, per aiutare circa 2.400 persone.
Altri stanno portando cibo, abiti e materassi alle migliaia di famiglie che sono nelle scuole. Una donna, residente a Islamabad ma originaria di Mardan, si reca ogni fine settimana nella sua città natale per portare il denaro che raccoglie dai suoi amici nella capitale, per donarlo agli sfollati nelle scuole. Porta anche abiti e tè.
L’UNHCR sta anche incrementando l’assistenza alle persone alloggiate nelle scuole dei distretti di Mardan e Swabi. Nell’area di Mardan, i team dell’UNHCR hanno quasi completato gli accertamenti condotti in 448 scuole ed è già in corso la distribuzione di articoli di prima necessità , inclusi taniche, secchi, set da cucina, materassi e coperte, a 4.500 famiglie, circa 37.000 persone.
Molti sfollati sono anche ospiti a casa di famiglie locali, parenti, amici o in case in affitto. L’UNHCR ha in programma di dare assistenza anche a queste persone in un prossimo futuro.
Sabato, gli aiuti di emergenza dell’UNHCR destinati all’operazione nel Pakistan nord-occidentale sono stati integrati con 36 tonnellate di tende, teli di plastica, set da cucina, taniche, sapone, generatori, cisterne e depuratori d’acqua inviati via aerea a Islamabad dal governo italiano e donati all’UNHCR.
Un Banco di Soccorso istituito dall’UNHCR a Nowshera sta ricevendo donazioni private, dai materassini ai condizionatori ad acqua. Il Sarhad Rural support programme, partner dell’UNHCR, sta distribuendo questi articoli agli sfollati.
L’UNHCR continua a comprare gli articoli necessari in tutto il Pakistan e a ricevere spedizioni dai suoi magazzini in tutto il mondo. In ogni modo l’UNHCR ha urgente bisogno di fondi per l’accelerare l’acquisto di articoli di prima necessità . Venerdì, nell’ambito dell’intervento quadro delle Nazioni Unite, l’UNHCR ha chiesto altri 84 milioni di dollari per la sua operazione in favore degli sfollati nel Pakistan nord-occidentale, che copriranno le spese fino alla fine del 2009.
Cooperazione Italiana e UNHCR per gli sfollati in Pakistan, leggi il comunicato stampa
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